Come abbiamo valutato: i criteri, dichiarati prima
Cinque criteri, in quest'ordine: proprietà di dominio e contenuti, trasparenza del prezzo pubblico, autonomia nella gestione quotidiana, facilità di migrazione altrove, adattamento a un'attività locale italiana. Il prezzo pesa, ma dopo. Un sito che costa poco e non puoi portare via ti costa molto più tardi.
Su ognuno di questi punti la classifica cambia. Un artigiano che vuole aggiornare da solo gli orari ha bisogni diversi da un fotografo che vive di portfolio. Per questo ogni voce qui sotto ha un "per chi è" e un limite dichiarato. Nessuna soluzione vince su tutto.
Una premessa di rispetto, perché serve: Italiaonline è un operatore noto del mercato digitale italiano e i suoi servizi sono usati da molte imprese. Il pacchetto "Siti Web" viene descritto come la creazione di un sito professionale o su misura, con funzionalità per interagire con i clienti e gestire i contatti (fonte: scheda Italiaonline su PagineGialle). Se il tuo contratto funziona e ti porta clienti, non c'è motivo di cambiare. Questo articolo serve a chi sta valutando, o a chi non ha capito cosa ha firmato.
Il nodo che conta: chi possiede il tuo sito
La domanda da fare a qualunque fornitore è una: se domani chiudo il contratto, cosa mi resta in mano? Dominio intestato a te, testi e foto scaricabili, accesso all'hosting. Se la risposta è "il sito resta sulla nostra piattaforma", non hai comprato un sito. Hai affittato una vetrina.
Secondo SenzaSito, studio di web design che scrive sul tema dei siti in abbonamento, chi ha un sito su Italiaonline-PagineGialle "non possiede il contenuto del sito web, ma solo il nome a dominio" e non ha accesso al backoffice per modificare autonomamente i testi, dovendo passare dal servizio tecnico (fonte: SenzaSito, 15 giugno 2023). Diciamolo chiaro: è la posizione di un fornitore concorrente, non una comunicazione ufficiale di Italiaonline. Vale come segnale, non come sentenza. Ma è esattamente il tipo di clausola che devi cercare nel tuo contratto, riga per riga, prima di firmare o rinnovare.
Sulla stessa pagina compare una testimonianza secondo cui i costi annui possono superare i mille euro. È un'esperienza personale, non un listino: non la usiamo come dato di mercato. L'unico modo di sapere quanto spendi è farti mettere per iscritto durata, canone e cosa succede alla scadenza.
Il web italiano è pieno di siti fermi dal 2015 perché il titolare non riusciva a cambiare una riga da solo e ha lasciato perdere. Non è colpa di nessun fornitore in particolare. È il risultato di un accordo dove l'autonomia non era prevista.
Le tre domande da fare al telefono
- Il dominio è registrato a nome della mia azienda? Chiedi di vedere l'intestazione.
- Ho un accesso amministratore per modificare testi, foto e orari? Se sì, fatti fare una prova in videochiamata.
- Alla scadenza posso esportare contenuti e struttura e portarli su un altro hosting? Fatti scrivere "sì" nella mail.
Tre risposte scritte valgono più di due ore di presentazione.
La classifica delle alternative a Italiaonline
1. Officina Web (bottega digitale italiana)
Per chi è la scelta giusta: attività locali e professionisti che vogliono un sito fatto da qualcuno che risponde al telefono, con dominio e contenuti intestati a loro, e che non hanno tempo di imparare un editor.
Prezzo pubblico: sito chiavi in mano 990 € una volta, più 400 €/anno di gestione (prezzo di lancio). Solo hosting: 290 € il primo anno, poi 400 €/anno. Servizio di visibilità su Google e sulle AI: 199 €/mese, opzionale. Trovi tutto in chiaro nella pagina pacchetti.
Perché è in prima posizione con i criteri dichiarati: sui cinque criteri messi in fila all'inizio siamo la combinazione più adatta a un'attività locale italiana. Dominio a tuo nome, testi e immagini tuoi, accesso all'area di gestione, possibilità di trasferire tutto altrove quando vuoi. Ci teniamo i clienti perché lavoriamo bene, non perché li chiudiamo in gabbia.
Il limite onesto: costiamo più di un abbonamento da 6 € al mese, e il primo esborso è di 990 €. Non siamo la scelta giusta se hai un budget vicino allo zero o se hai bisogno di un sito online entro domani sera. E se ti serve un e-commerce con migliaia di prodotti, esistono piattaforme nate per quello: te lo diciamo prima, non dopo aver incassato.
2. Register.it + WordPress autogestito
Per chi è la scelta giusta: chi vuole restare su un provider italiano, con fatturazione e assistenza in italiano, ma con il sito completamente suo. Ottima base se hai un nipote o un collaboratore che sa muoversi su WordPress.
Prezzo pubblico: hosting Linux a 8,85 €/mese + IVA, con la nota esplicita che al rinnovo si applica il prezzo di listino (fonte: Register.it). Con ogni dominio registrato è incluso AI Site Assistant, lo strumento per costruire il sito WordPress con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. Register.it fa parte di team.blue, gruppo europeo con oltre 40 brand nazionali (fonte: Punto Informatico, dicembre 2025).
Il limite onesto: qui compri l'infrastruttura, non il lavoro. Il sito lo costruisci tu, e WordPress va aggiornato: plugin, temi, backup, sicurezza. Non risulta un pacchetto "sito chiavi in mano" con listino pubblico separato dall'hosting. Se non hai voglia di metterci le mani, questa strada si trasforma in un sito abbandonato dopo sei mesi.
3. WordPress.com
Per chi è la scelta giusta: chi vuole un compromesso tra semplicità e controllo. La piattaforma gestisce hosting, sicurezza e aggiornamenti al posto tuo, mentre sotto resta un CMS open source e i contenuti si possono esportare.
Prezzo pubblico: 4 $/mese per il piano Personal, 8 $ per il Premium, 25 $ per il Business, 45 $ per il Commerce, con fatturazione annuale (fonte: AffMaven, 29 dicembre 2025). I prezzi sono in dollari: controlla il listino italiano e il cambio prima di decidere.
Il limite onesto: le funzioni che servono davvero a un'attività locale, come plugin personalizzati, stanno sui piani alti. Sul piano base ti muovi in uno spazio ristretto. E resti tu il responsabile dei testi: la piattaforma non scrive le pagine che ti fanno trovare su Google.
4. Wix
Per chi è la scelta giusta: piccole attività che vogliono fare da sé con un editor visuale, spostando i blocchi col mouse. Wix è uno dei website builder più diffusi sul mercato e offre più di 500 template personalizzabili senza competenze di programmazione (fonte: Forbes Advisor Italia, marzo 2025).
Prezzo pubblico: piano Light a 14 €/mese, con dominio personalizzato gratuito il primo anno, nessuna pubblicità e accesso per due collaboratori. Core a 25 €/mese, che abilita la vendita online fino a 50.000 prodotti. Poi Business a 34 € e Business Elite a 149 € (fonte: Finom, condizioni verificate marzo 2026). Esiste un piano gratuito, ma il sito resta su un sottodominio Wix e mostra pubblicità: secondo Experte è adatto a progetti hobbistici o privati, non professionali.
Il limite onesto: il sito è legato alla piattaforma. Se un giorno vuoi spostarlo su un altro hosting, non esporti il sito: lo ricostruisci. È il compromesso di tutti i builder proprietari, e va messo sul tavolo insieme al risparmio.
5. Squarespace
Per chi è la scelta giusta: attività dove l'immagine è il prodotto. Fotografi, ristoranti curati, artigianato di fascia alta, studi di design. Squarespace mette a disposizione oltre 199 template, tutti inclusi in ogni piano e modificabili liberamente senza costi aggiuntivi (fonte: Cybernews Italia, maggio 2026).
Prezzo pubblico: i piani premium con pagamento annuale vanno da 12,00 € a 69,00 € al mese, un costo che la stessa recensione definisce superiore rispetto ad alcuni concorrenti con funzionalità simili. Non esiste un piano gratuito permanente, a differenza di Wix, ma è disponibile una prova gratuita.
Il limite onesto: paghi il design, e si vede. Ma la logica della piattaforma resta la stessa di Wix: il sito vive lì. Aggiungi che l'interfaccia e la documentazione sono pensate per un pubblico internazionale, quindi la mano italiana sui testi e sulle pagine locali te la devi mettere tu.
6. GoDaddy Website Builder
Per chi è la scelta giusta: micro-attività con budget minimo che vogliono una presenza online semplice, con dominio incluso, senza pensarci troppo.
Prezzo pubblico: il piano base costa 6,09 €/mese, cifra simile a quella di Wix indicata a 5,50 € nella stessa recensione; il piano Ecommerce costa 17,07 €/mese (fonte: Forbes Advisor Italia, marzo 2025).
Il limite onesto: la stessa fonte segnala che GoDaddy offre una quantità di template notevolmente inferiore rispetto a Wix. Se cerchi un design personalizzato non è la strada. Ed è il classico caso in cui il sito assomiglierà a molti altri siti.
Tabella comparativa
| Soluzione | Prezzo pubblico | Proprietà contenuti | Puoi modificare da solo | Portabilità | Ideale per |
|---|---|---|---|---|---|
| Italiaonline | Nessun listino pubblico, preventivo su richiesta | Da verificare in contratto | Da verificare in contratto | Da verificare in contratto | Chi vuole un unico interlocutore commerciale con rete nazionale |
| Officina Web | 990 € + 400 €/anno (lancio) | Tua, dominio a tuo nome | Sì, con accesso amministratore | Sì, trasferibile | Attività locali e professionisti |
| Register.it + WordPress | 8,85 €/mese + IVA (rinnovo a listino) | Tua | Sì, se sai usare WordPress | Sì | Chi vuole provider italiano e piena autonomia |
| WordPress.com | Da 4 $/mese (annuale) | Contenuti esportabili | Sì | Buona | Chi cerca equilibrio tra facilità e controllo |
| Wix | Da 14 €/mese (Light) | Legata alla piattaforma | Sì, editor visuale | Limitata | Chi fa da sé e vuole partire subito |
| Squarespace | Da 12 a 69 €/mese (annuale) | Legata alla piattaforma | Sì | Limitata | Attività molto visive |
| GoDaddy | Da 6,09 €/mese | Legata alla piattaforma | Sì | Limitata | Micro-attività con budget minimo |
I prezzi dei fornitori esterni sono quelli pubblicati alla data indicata dalle fonti. Cambiano periodicamente: controllali sulle pagine ufficiali prima di firmare.
Il fatto del listino: perché lo citiamo senza polemica
Italiaonline non pubblica un prezzo standard per il servizio "Sito Web": l'offerta viene costruita su misura tramite consulenza commerciale (fonte: italiaonline.it). Non è una scorrettezza. È un modello di vendita legittimo, usato da moltissime agenzie italiane, anche piccole.
Per te che compri, però, cambia una cosa pratica: non puoi confrontare prima di parlare con un venditore. Wix, Squarespace, GoDaddy e Register.it ti fanno vedere le cifre in tre secondi. Noi le mettiamo nella pagina pacchetti. Questo non rende una soluzione migliore dell'altra sul piano tecnico, però rende più veloce il tuo lavoro di valutazione. Se ti trovi con un preventivo su misura, chiedi che sia scritto per intero: canone, durata, penali di uscita, cosa succede al dominio.
E un ragionamento sui numeri, senza attaccare nessuno. Un abbonamento da 60 € al mese fa 720 € l'anno, che in tre anni sono 2.160 €. Un sito comprato a 990 € con 400 €/anno di gestione fa 2.190 € in tre anni, con la differenza che alla fine il sito è tuo. Sono conti da fare sulla tua situazione: se hai bisogno di un servizio molto assistito, l'abbonamento può avere senso. Se vuoi costruire un patrimonio digitale, no. Su come si compongono le voci di spesa abbiamo scritto una guida dedicata: quanto costa un sito web.
Il sito non basta: il tema visibilità
Qualunque alternativa tu scelga, il sito da solo è una targa sulla porta. Serve che la gente ci arrivi. Due canali contano oggi per un'attività locale: la ricerca su Google, con la scheda dell'attività e le pagine dedicate ai servizi e alla zona, e le risposte generate dalle AI, dove ChatGPT e simili consigliano fornitori senza mostrare un elenco di dieci link.
Sul secondo punto molte piccole attività non hanno ancora fatto niente. È un vantaggio, per chi si muove ora. Come funziona lo spieghiamo qui: farsi trovare su ChatGPT.
Nessun fornitore serio può garantirti un posizionamento. Chi lo fa, ti sta vendendo una promessa che non controlla. Quello che si può fare è lavorare bene su contenuti, dati strutturati, recensioni e coerenza delle informazioni, e misurare.
Come scegliere in dieci minuti
- Hai zero budget e un'attività appena aperta: parti con GoDaddy o il piano base di WordPress.com. Un sito semplice online vale più di un progetto perfetto rimandato.
- Vuoi fare da te e ti piace smanettare: Wix, se il design conta molto Squarespace.
- Vuoi restare italiano e hai competenze interne: Register.it con WordPress.
- Non hai tempo, vuoi il sito tuo e qualcuno che risponda: un fornitore che ti consegna dominio e accessi. Noi lavoriamo così.
- Hai già un contratto Italiaonline e sei soddisfatto: non cambiare per moda. Chiedi solo per iscritto proprietà del dominio e possibilità di export, così sai dove sei.
Se vuoi un'opinione sul tuo caso, anche solo per capire se ti conviene restare dove sei, scrivici dal form contatti. Guardiamo il sito e il contratto e ti diciamo cosa faremmo noi, senza impegno. A volte la risposta è "tienilo così".