Cosa sono Perplexity e Gemini, in due righe

Perplexity è un motore di ricerca che sintetizza una risposta e mostra le fonti sotto. È una società statunitense fondata il 22 agosto 2022, con sede a San Francisco, e oggi la sua gamma comprende Perplexity, Pro, Assistant, Computer e il browser Comet (Wikipedia). Gemini è il modello di Google, lo stesso che alimenta la Ricerca.

La differenza pratica per te è una sola: entrambi mostrano link. Non sono scatole nere totali. Quando rispondono a "miglior fisioterapista a Monza" o "ristorante di pesce aperto la domenica a Rimini", pescano pagine reali e le citano. Il che significa che puoi controllare da dove prendono le informazioni, e quindi puoi lavorarci.

Gemini è il caso più interessante per un'attività locale, perché si appoggia a Google Search. Tutto il lavoro che hai già fatto per farti trovare su Google, se l'hai fatto, non va buttato. Si riusa. Chi invece ha un sito fermo da anni e una scheda Google compilata a metà parte da zero su entrambi i fronti.

Cosa guardano le AI della tua attività locale

Guardano quattro cose: il tuo sito, la scheda Google Business Profile, le directory e i portali di settore, le recensioni e le citazioni su testate o blog locali. Poi incrociano. Se nome, indirizzo, telefono, orari e servizi coincidono ovunque, l'informazione viene trattata come affidabile e finisce in risposta.

Il sito. È la fonte che pesa di più, almeno su Gemini. Lo studio di Steady Demand citato sopra, che resta la ricerca di una singola agenzia e non un dato istituzionale, assegna ai siti aziendali il 59,9% delle citazioni di Gemini. Tradotto: la pagina dove spieghi cosa fai, dove e per chi, è il documento che l'AI legge per decidere se sei pertinente. Se quella pagina dice "Benvenuti nel nostro sito, da oltre vent'anni al vostro servizio", non hai dato nulla da citare.

La scheda Google. È il registro anagrafico della tua attività agli occhi di Google. Orari, categoria, indirizzo, foto, domande e risposte, recensioni. Se è incompleta o sospesa, perdi su entrambi i fronti. Ne abbiamo parlato in dettaglio nella guida alla scheda Google dell'attività.

Le directory di settore. Portali di prenotazione per ristoranti e hotel, albi professionali, elenchi di categoria, marketplace locali. Le AI li usano come conferma incrociata: se tre fonti indipendenti dicono che sei un dentista a Padova con quell'indirizzo, l'informazione si consolida.

Le recensioni. Non solo il voto. Il testo. Quando qualcuno scrive "bravissima con i bambini" o "unico in zona che fa riparazioni in giornata", sta producendo linguaggio naturale che somiglia tantissimo alle domande che le persone fanno alle AI. Quel testo è materiale citabile.

Perplexity, Gemini e AI Overviews non pescano negli stessi posti

Sembrano la stessa cosa, si comportano in modo diverso. L'analisi di TrackMyVisibility su 383.188 citazioni relative a 64 brand e-commerce ha rilevato che l'84,2% dei domini citati era diverso tra AI Overviews e Gemini, e che i social valgono il 19,83% delle citazioni in AI Overviews contro il 2,63% di Gemini. Stessa azienda, due mondi.

PerplexityGeminiAI Overviews di Google
Come costruisce la rispostasintetizza fonti web e le elenca sotto la rispostamodello + contesto + fonti esterne come Google Search (*retrieval augmentation*, fonte Google)risposta generata dentro la pagina dei risultati, basata su Gemini 3 da gennaio 2026
Peso del sito aziendalealto, le fonti sono sempre visibili e cliccabilimolto alto: 59,9% delle citazioni secondo lo studio Steady Demandvariabile, con più spazio ai social (19,83% secondo TrackMyVisibility)
Sovrapposizione con gli altribassa84,2% dei domini diverso rispetto ad AI Overviews (TrackMyVisibility)84,2% dei domini diverso rispetto a Gemini
Cosa ti conviene curare per primopagine di servizio chiare e citabilischeda Google + sito + dati strutturatitutto il pacchetto Google, più presenza sui social se il settore li usa
Stabilità dei risultatibassabassa: stessa domanda, fonti sovrapposte circa il 40% delle volte (Steady Demand)bassa

Il dato sulla sovrapposizione al 40% merita una riflessione onesta. Vuol dire che nessuno può garantirti una posizione in una risposta AI. Chi te lo promette ti sta vendendo aria. Quello che puoi fare è aumentare la probabilità di essere pescato, perché le fonti su cui ti basi sono complete, aggiornate e coerenti. È la stessa logica del farsi trovare su Google, applicata a un sistema più ballerino.

Se vuoi il quadro completo della disciplina, l'abbiamo spiegato nella guida alla Generative Engine Optimization. Per il caso specifico di ChatGPT, che si comporta ancora diversamente, c'è la guida dedicata.

I dati strutturati: parlare la lingua delle macchine

I dati strutturati sono un pezzo di codice invisibile che dice a Google, in modo non ambiguo, che tipo di attività sei, dove, con che orari e con che servizi. Google li documenta ufficialmente per il tipo LocalBusiness e li usa per generare i rich result nella ricerca.

Nella documentazione ufficiale di Google Search Central ci sono due indicazioni che vale la pena prendere alla lettera.

La prima: esistono proprietà obbligatorie e proprietà consigliate. Google scrive che bisogna includere le proprietà richieste perché i contenuti siano idonei alla visualizzazione come rich result, e che si possono aggiungere le consigliate per fornire informazioni ulteriori. Molti siti si fermano al minimo. Le proprietà consigliate sono informazioni in più da dare in pasto ai motori, e costano solo qualche riga di codice.

La seconda: Google raccomanda di definire ogni sede come tipo LocalBusiness usando il sottotipo più specifico possibile, per esempio Restaurant, DaySpa, HealthClub. Un ristorante marcato genericamente come "attività locale" si descrive peggio di un ristorante marcato come Restaurant. È una distinzione tecnica che si fa una volta sola e resta.

A cosa serve tutto questo lato AI? A ridurre l'ambiguità. Un sistema che deve decidere se sei pertinente a "osteopata per mal di schiena vicino a Treviso" ha vita più facile se trova dati espliciti invece di doverli dedurre da un testo di benvenuto.

Il test in venti minuti: ti citano o no?

Prima di spendere un euro, verifica. Ti servono dieci minuti su Perplexity, dieci su Gemini e un foglio dove annotare. L'obiettivo è capire se il tuo nome compare, e soprattutto da quali fonti le AI stanno prendendo le informazioni sul tuo settore nella tua zona.

Ecco il protocollo che usiamo in officina quando un cliente ci chiede un parere.

  1. Prepara tre query come le farebbe un cliente. Non il nome della tua attività. Le domande reali: "miglior parrucchiere specializzato in colore a Bergamo", "dentista che fa impianti a Lecce con buone recensioni", "dove mangiare pesce fresco a Senigallia la domenica sera".
  2. Fai la stessa domanda due volte, a distanza di qualche ora. Lo studio Steady Demand dice che le fonti cambiano spesso. Se compari una volta su due, sei già in gioco. Se non compari mai, hai un problema di fonti.
  3. Guarda le citazioni, non solo il testo. Su Perplexity i link sono sempre sotto la risposta. Annota quali domini vengono citati: directory? portali di settore? siti dei concorrenti? testate locali? Quella è la mappa di dove devi essere.
  4. Chiedi esplicitamente all'AI di parlare di te. "Cosa sai di [nome attività] a [città]?" Qui emergono gli errori: orari vecchi, indirizzo sbagliato, servizi che non offri più, confusione con un'attività omonima. Ogni errore è un'informazione incoerente da qualche parte in rete.
  5. Salva gli screenshot con la data. Serve per confrontare tra tre mesi. Senza un prima, non puoi valutare il dopo.

Quello che vediamo più spesso in questi test, per attività locali italiane, è uno schema ricorrente: le AI citano portali e aggregatori, raramente i siti delle singole attività della zona. Il motivo è quasi sempre lo stesso. I siti delle attività locali non contengono informazioni citabili: niente orari in chiaro, niente elenco servizi, niente zona servita, nessun dato strutturato. Un portale queste cose le ha tutte, in formato ordinato. Indovina chi viene citato.

Da dove partire, in ordine di priorità

L'ordine conta più della quantità. Prima si mettono a posto le fonti che già esistono e sono sbagliate, poi si aggiungono quelle che mancano. Rifare tutto insieme costa di più e serve meno. Qui sotto la scaletta che seguiamo, dalla cosa che rende subito a quella che rende tra sei mesi.

Settimana 1: coerenza anagrafica. Nome, indirizzo, telefono, orari identici su sito, scheda Google, social, portali di settore. Identici, non simili. "Via G. Verdi 12" e "Via Giuseppe Verdi 12" per un sistema automatico possono essere due cose diverse.

Settimana 2: scheda Google completa. Categoria principale corretta, categorie secondarie, servizi, descrizione scritta bene, foto recenti, sezione domande e risposte popolata da te con le domande vere dei clienti.

Settimana 3: pagine citabili sul sito. Una pagina per ogni servizio principale, con il prezzo o la fascia di prezzo se puoi dirlo, la zona servita, i tempi, le risposte alle obiezioni. Scritte in italiano piano, con sottotitoli che sono domande. Le AI estraggono paragrafi: dagliene di buoni.

Settimana 4: dati strutturati. Il sottotipo LocalBusiness più specifico possibile, proprietà obbligatorie e consigliate secondo la documentazione Google. Si fa una volta.

Poi, in continuo: recensioni e presenza di settore. Recensioni nuove ogni mese, descrittive. Presenza sui due o tre portali che contano nel tuo settore, quelli che hai visto citati durante il test.

Nota onesta: il termine Generative Engine Optimization non è un'invenzione di marketing. Nasce da un paper accademico del novembre 2023 firmato da ricercatori di Princeton, Georgia Tech, IIT Delhi e dell'Allen Institute for AI, che ha introdotto un benchmark di query per misurare queste tecniche su un motore generativo reale (arXiv). È una disciplina giovane, con poche certezze e molti venditori di fumo. Diffida di chi parla di posizionamento garantito nelle risposte AI.

Quando non vale la pena

Se la tua attività campa di passaparola e non hai mai ricevuto un cliente dal web, prima di pensare a Perplexity sistema le basi: una scheda Google curata e un sito che carica veloce e dice cosa fai. Costano poco e rendono molto di più, oggi, di qualunque ottimizzazione per le AI. Te lo diciamo anche se significa venderti meno.

Il lavoro sulle AI ha senso quando c'è già qualcosa su cui appoggiarsi, e quando il tuo settore è di quelli dove le persone fanno domande lunghe e articolate: salute, servizi professionali, ristorazione di ricerca, ospitalità, consulenza. Lì le AI vengono usate come filtro prima della scelta, e non esserci significa uscire dalla lista prima ancora del confronto.

Se vuoi sapere a che punto sei, scrivici dal form dei contatti con il nome della tua attività e la città. Facciamo il test su Perplexity e Gemini con le query del tuo settore e ti diciamo cosa esce, screenshot compresi. Se la risposta è "sei messo bene così", te lo diciamo e finisce lì.