Cos'è la scheda Google e come funziona
È il pannello con i dati della tua attività che Google mostra quando qualcuno cerca il tuo nome o un servizio nella tua zona. Il profilo può includere nome dell'attività, sito web, numero di telefono, orari di apertura, recensioni, servizi offerti e altro (Google Support). Vive dentro Ricerca e Maps, non su un sito separato.
Il meccanismo è semplice: tu dichiari chi sei e cosa fai, Google incrocia queste informazioni con la posizione di chi cerca, le sue parole e i segnali che raccoglie in giro (recensioni, citazioni, il tuo sito). Poi decide se mostrarti tra i tre risultati nel riquadro delle mappe, più in basso nella lista, oppure da nessuna parte.
Il nome è cambiato più volte nel tempo: prima Google Local Business Center, poi Google Plus Local, poi Google Places, quindi Google My Business e infine Profilo dell'attività (Serverplan, 28 agosto 2025). Se cerchi ancora "Google My Business" non stai sbagliando, stai usando il nome vecchio della stessa cosa.
Cambia anche il posto da cui la gestisci. Con il rebranding Google ha spinto la cosiddetta New Merchant Experience, cioè la gestione della scheda direttamente da Ricerca e da Maps per i titolari di attività locali, mentre catene, agenzie e organizzazioni con più sedi continuano a usare la dashboard (LocalStrategy, 23 gennaio 2022). Nel 2022 l'app dedicata Google My Business è stata ritirata (Bludata, 10 novembre 2021). Se cerchi l'app sul telefono e non la trovi, è normale.
Quanto costa la scheda Google
Niente. La creazione e la gestione del Profilo dell'attività sono completamente gratuite, e per amministrarla basta un account Google standard, lo stesso di Gmail (Marketing Diretto, 11 settembre 2025). Se qualcuno ti chiede un abbonamento "per stare su Google Maps", stai parlando con la persona sbagliata.
L'unica spesa collegata è la pubblicità. Con Google Ads puoi comprare i cosiddetti pin sponsorizzati, segnaposto evidenziati che compaiono in aree strategiche anche quando organicamente non ti spetterebbe: in quel caso paghi per clic. Paghi la pubblicità, non il diritto di esistere su Maps (stessa fonte, 11 settembre 2025).
Detto onestamente: chi ti vende "l'iscrizione a Google" ti vende aria. Quello che puoi pagare con senso è il tempo di chi ottimizza la scheda, tiene le foto in ordine, gestisce le recensioni e collega tutto a un sito che regge. Il resto lo fai da solo in un pomeriggio.
Come si crea e si verifica
Serve una condizione precisa: se la tua attività ha una sede fisica che i clienti possono visitare, oppure se lavori al domicilio del cliente, puoi creare un profilo (Google Support). Poi Google chiede di dimostrare che l'attività è tua, con una procedura di verifica.
Il percorso pratico, in ordine:
- Cerca il tuo nome su Google. Molte attività hanno già una scheda generata automaticamente o creata da un cliente. In quel caso non ne crei una nuova, la rivendichi. Creare un duplicato è uno dei modi più rapidi per finire sospeso.
- Accedi con un account Google che resterà tuo. Non quello del nipote, non quello dell'agenzia precedente. È la chiave di casa.
- Inserisci nome, indirizzo, telefono e categoria. Il nome deve essere quello dell'insegna, senza aggiunte pubblicitarie.
- Completa la verifica. Google può chiedere video, cartolina postale, telefono o email a seconda del caso.
- Compila tutto il resto solo dopo. Orari, servizi, foto, descrizione, link al sito.
Se la richiesta viene rifiutata e pensi sia un errore, puoi presentare ricorso tramite lo strumento dedicato (Google Support, aprile 2025). Conviene arrivare a quel punto con documenti pronti: partita IVA, insegna visibile, corrispondenza tra indirizzo dichiarato e realtà.
La categoria: la scelta che pesa più di tutte
Se sbagli qui, il resto conta poco. Google chiede di selezionare una categoria principale che descriva al meglio l'attività, e di scegliere la voce più specifica disponibile: l'esempio ufficiale è "Salone di manicure" invece di "Salone" (Google Support). Le categorie personalizzate non si possono creare.
Perché è così determinante? Perché la categoria decide per quali ricerche puoi comparire. L'esempio di Google è esplicito: con categoria principale "Ristorante pizzeria" l'attività può apparire per "Ristoranti", "Ristoranti italiani" o "Pizzeria". La stessa pagina precisa che la categoria è solo uno dei numerosi fattori che influiscono sul posizionamento locale, quindi non aspettarti che basti da sola.
Oltre alla principale puoi aggiungerne al massimo altre nove, e Google vieta di usarle come parole chiave o per descrivere le caratteristiche dell'attività (Google Support). Tradotto: se sei un panificio non metti "Ristorante", "Bar", "Gelateria" e "Catering" solo per allargare la rete. Le categorie secondarie servono per servizi che offri davvero.
Certe categorie sbloccano funzioni in più. Gli hotel possono mostrare valutazioni per categoria ed elencare i comfort; i ristoranti possono aggiungere link per ordini, prenotazioni e menu online, e inserire direttamente le portate (Google Support). Se hai un locale, questa parte vale soldi veri: ne parliamo in dettaglio nella guida alle migliori soluzioni per il sito di un ristorante.
Cosa compilare, in ordine di importanza
Non tutti i campi pesano uguale. Questa è la scaletta con cui lavoriamo in bottega quando prendiamo in mano una scheda ferma da anni.
| Elemento | Perché conta | Errore che vediamo più spesso |
|---|---|---|
| Categoria principale | Determina per quali ricerche puoi apparire (Google Support) | Categoria generica invece di quella specifica |
| Nome, indirizzo, telefono | Sono i dati che Google confronta con il resto del web | Numero vecchio, indirizzo scritto in tre modi diversi |
| Orari (e orari festivi) | Chi cerca "aperto adesso" vede solo chi è coerente | Ferie e festività non aggiornate |
| Categorie secondarie | Estendono la copertura sui servizi reali (max nove in più) | Usate come elenco di parole chiave, contro le norme |
| Foto | Sono la prima impressione, spesso l'unica | Tre foto sfocate del 2017 |
| Servizi e descrizione | Spiegano cosa fai a chi non ti conosce | Copiato dal sito di un concorrente |
| Link al sito | Trasforma la curiosità in contatto | Rimanda a una homepage lenta o a un social |
| Recensioni e risposte | Segnale di fiducia visibile a tutti | Nessuna risposta, mai |
| Post e aggiornamenti | Mostrano che l'attività è viva | Ultimo post: Natale di due anni fa |
Sulle foto una nota pratica: cambia sempre le immagini dell'esterno quando cambi insegna o vetrina, aggiungi lo staff se il rapporto umano fa parte del servizio, e ricordati che le foto scattate dai clienti convivono con le tue. Google chiarisce che i clienti possono pubblicare aggiornamenti con foto sul tuo profilo, e che questi non influiscono sul punteggio delle recensioni, pur restando visibili agli altri (Google Support).
Sui post: non sono un obbligo, sono un promemoria. Un annuncio di chiusura estiva, un nuovo servizio, un'offerta stagionale. Servono a chi arriva sulla scheda in quel momento, non a scalare classifiche.
Recensioni: come si gestiscono senza farsi male
Rispondere è parte del lavoro. Se la risposta viene approvata, appare pubblicamente sotto la recensione del cliente, a nome dell'attività, senza mostrare il tuo nome personale (Google Support). Il cliente, dopo aver letto, può modificare la sua recensione, e in quel caso la data si aggiorna all'ultimo cambiamento (stessa fonte).
Questo dettaglio spiega perché vale la pena rispondere anche alle recensioni che ti fanno arrabbiare: capita che una risposta seria porti la persona a rivedere il giudizio. Google stesso scrive che le recensioni negative non sono necessariamente indice di cattive pratiche commerciali, e che il feedback aiuta a capire cosa si aspettano i clienti (Google Support).
Regole di condotta che funzionano:
- Rispondi entro pochi giorni, con frasi corte e senza difensiva.
- Non discutere i fatti in pubblico. Riconosci il disagio e sposta il dettaglio su telefono o email.
- Non chiedere di cancellare la recensione. Puoi segnalarla solo se ritieni che violi le norme sui contenuti di Google (Google Support), non perché ti sembra ingiusta.
- Mai comprare recensioni. La manipolazione delle recensioni è tra i problemi che Google identifica e sanziona (Google Support, aprile 2025).
- Chiedi la recensione al momento giusto, quando il cliente è contento e ha appena finito di ringraziarti.
Perché la scheda è metà del lavoro
La scheda ti fa trovare. Il sito ti fa scegliere. Sono due mestieri diversi e servono entrambi, perché la scheda mostra pochi dati standard, uguali per te e per il concorrente a due strade da lì, mentre il sito è l'unico spazio dove racconti prezzi, casi, lavorazioni, tempi, persone.
| Scheda Google | Sito web | |
|---|---|---|
| Costo | Gratuita (Marketing Diretto, 11 settembre 2025) | A pagamento, dipende dal progetto |
| Controllo | Google decide layout e regole | Decidi tu tutto |
| Quanto puoi raccontare | Campi predefiniti | Nessun limite |
| Rischio | Sospensione per violazioni (Google Support) | È tuo, resta tuo |
| Serve per | Farti trovare vicino | Farti preferire |
C'è un secondo motivo, più recente. Sempre più persone chiedono consigli a un assistente conversazionale invece di scorrere Maps. Quegli assistenti leggono pagine web, non solo schede. Se il tuo sito non spiega chiaramente cosa fai e dove lo fai, hai poche possibilità di essere citato: abbiamo raccolto il metodo nella guida su come farsi trovare su ChatGPT. E se ti stai chiedendo che budget serve per un sito che regga il confronto, i numeri onesti sono in quanto costa un sito web.
Il web italiano è pieno di attività con una scheda impeccabile e un sito fermo dal 2015. Il visitatore clicca, vede una pagina che si apre male sul telefono, torna indietro e chiama il concorrente. Tutto il lavoro sulla scheda si brucia in tre secondi.
Errori che ti costano la scheda
Google elenca i problemi ricorrenti: informazioni errate, contenuti con spam, schede duplicate e manipolazione delle recensioni, in genere individuati direttamente dalla piattaforma (Google Support, aprile 2025). Da questi nascono quasi tutte le sospensioni che ci capita di sistemare.
I casi più frequenti che incontriamo:
- Nome gonfiato. "Idraulica Rossi Pronto Intervento Milano 24h Economico" non è un'insegna, è una riga di parole chiave.
- Indirizzo che non esiste per i clienti. Una casella postale o un ufficio virtuale non rispettano il requisito della sede visitabile o del servizio a domicilio (Google Support).
- Due schede per la stessa sede, nate da una rivendicazione dimenticata anni prima.
- Categorie usate come elenco di keyword, pratica vietata dalle norme (Google Support).
- Accesso perso. L'account che gestisce la scheda è di un fornitore con cui hai chiuso i rapporti. Ci teniamo i clienti perché lavoriamo bene, non perché li chiudiamo in gabbia: gli accessi devono essere tuoi, sempre.
Se ti serve un occhio esterno sulla tua situazione, scrivici dal form e ti diciamo cosa sistemare per primo. Se la scheda basta e il sito può aspettare, te lo diciamo anche quello.