Con che criteri abbiamo confrontato

Tre criteri, dichiarati subito, perché per un ristorante contano più di tutto il resto. Primo: quanto è facile aggiornare il menù da solo, senza chiamare nessuno. Secondo: come arrivano le prenotazioni e quanto costano. Terzo: il costo totale su tre anni, non il prezzo del primo mese.

Aggiungiamo un quarto criterio che nel 2026 pesa: essere trovabili. Non solo su Google, anche su ChatGPT e sugli assistenti che le persone usano per chiedere "un buon ristorante di pesce a Rimini aperto la domenica". Una pagina di prenotazione ospitata su un dominio di terzi risponde male a questa domanda. Un sito tuo, con testi chiari e dati coerenti, risponde meglio. Ne abbiamo scritto nella guida su come farsi trovare su ChatGPT.

Un avviso di onestà: le percentuali che girano sui blog di settore ("il 63% degli utenti abbandona se il menù non è aggiornato", "il 35% di coperti in più con il booking online") le abbiamo trovate senza studio primario alle spalle. Non le usiamo. Meglio zero numeri che numeri finti.

La classifica, dalla soluzione più completa alla più essenziale

L'ordine segue i quattro criteri di sopra. Se i tuoi criteri sono diversi, l'ordine cambia: te lo diciamo dentro ogni voce.

1. Officina Web, quando il sito deve anche portarti clienti nuovi

Siamo primi solo su un metro: un ristorante che vuole un sito suo, aggiornabile, veloce, e vuole comparire quando qualcuno cerca dove mangiare in zona. Il listino ha tre voci separate, così sai cosa paghi e quando. L'hosting gestito, se hai già un sito e ti serve solo l'infrastruttura curata, costa 290 € il primo anno e 400 €/anno dal secondo. Il sito chiavi in mano costa 990 € al lancio (listino 1.500) più 400 €/anno di gestione, hosting incluso. Se ti serve anche il lavoro continuo su Google e sulle AI, il servizio di visibilità è 199 €/mese.

Cosa ci mettiamo dentro: pagine sul dominio tuo, menù strutturato che aggiorni quando cambi la carta, scheda Google curata, testi pensati per le ricerche locali. Le prenotazioni le integriamo con lo strumento che preferisci, incluso Octotable o Plateform se già li usi: non abbiamo motivo di costringerti a un nostro widget.

Per chi è la scelta giusta: trattorie, pizzerie, agriturismi e ristoranti di quartiere che vivono di clienti locali e turisti che cercano online, e che hanno un sito fermo da anni o non ce l'hanno.

Il limite onesto: non siamo un gestionale di sala. Non ti diamo la mappa dei coperti, la lista d'attesa, il centralino, l'addebito delle penali per i no-show. Se il tuo problema numero uno è governare 200 coperti nel weekend, la piattaforma verticale ti serve comunque, e noi la affianchiamo. E se il tuo locale è pieno ogni sera senza fare niente, spendere 199 €/mese in visibilità è denaro buttato: te lo diciamo prima, non dopo.

2. Web agency o freelance su misura, quando hai un progetto particolare

Se il tuo ristorante ha un'identità forte, magari fine dining, o serve un sito multilingua con eventi, cantina, private dining, l'agenzia su misura resta la strada migliore. Paghi più all'inizio e resti proprietario del progetto, senza abbonamento obbligatorio a una piattaforma.

I prezzi reali: da 500 € a oltre 5.000 € secondo MisterSito, con la differenza che dipende dal numero di pagine. Alcune agenzie propongono pacchetti mono pagina da 480 € con dominio, hosting, posta e assistenza dodici mesi inclusi (My Web Agency). Salendo di fascia, un sito aziendale professionale richiede in media 2.500-8.000 €, con la maggior parte dei progetti tra 4.000 e 5.000 € (DSI Design). Con un freelance la fascia mediana, su migliaia di preventivi raccolti, sta tra 510 e 730 € (AddLance).

Per chi è la scelta giusta: locali con budget sopra i 2.500 €, esigenze grafiche specifiche, più lingue, o un gruppo con più insegne.

Il limite onesto: il preventivo non è confrontabile. Due agenzie ti fanno due numeri lontanissimi per lo stesso lavoro, e non sempre si capisce perché. E la manutenzione va negoziata a parte: un WordPress base può costare 800-1.500 € di realizzazione più 700-2.500 € l'anno tra hosting, dominio e manutenzione, cioè 1.500-4.000 € nel primo anno (Lampo). Se nessuno tocca il sito per due anni, quei canoni sono soldi fermi.

3. Plateform, quando la sala è il problema principale

Piattaforma italiana di Plateform s.r.l., nata per gestione prenotazioni e marketing nella ristorazione. Parte da 59 €/mese (get.plateform.app), più 149 € + IVA di attivazione una tantum; i prezzi sono al netto di IVA (pagina prezzi). Esiste anche Plateform Light, gratuito, con le funzioni base di prenotazione.

Dentro trovi prenotazioni, ordini, centralino PlateCall, email SMS e WhatsApp, "Prenota con Google", menù digitale, Wi-Fi, gestione fila e lista d'attesa, recensioni certificate, statistiche. Più di 2.700 ristoratori la usano. Per i locali stagionali ci sono licenze a canone chiuso: 354 € fino a 39 coperti, 534 € da 40 a 149, 654 € da 150 a 249, 954 € oltre i 250 (rivenditore ufficiale).

Per chi è la scelta giusta: ristoranti con volumi alti di prenotazioni, no-show frequenti, lista d'attesa, bisogno di richiamare i clienti via WhatsApp. E stabilimenti stagionali, dove la licenza a stagione è più sensata di dodici mesi di canone.

Il limite onesto: il sito web non è il cuore del prodotto. Dalle fonti pubbliche non si capisce se il piano da 59 €/mese includa un sito multipagina completo o solo la pagina di prenotazione. Prima di firmare, chiedi esplicitamente cosa comprende, perché il prezzo dipende dai coperti e va configurato caso per caso.

4. Octotable, il migliore rapporto tra spesa e funzioni base

Piattaforma di Dylog e Buffetti. Calcola i posti in sala, gestisce le prenotazioni e serve il menù digitale, e queste tre cose in versione base sono gratuite. È partner ufficiale di "Prenota con Google" e riceve prenotazioni online senza commissioni e senza supplemento per coperto: per un ristorante che oggi paga percentuali a un portale, il risparmio è immediato.

Sul fronte sito: permette di costruire il sito del ristorante ottimizzato per la ricerca, con menù personalizzabile via QR code aggiornabile in tempo reale. Il mini-sito viene indicato come add-on da 15 €/mese da un confronto di Stello: è una fonte terza, il dato non risulta confermato dal listino ufficiale e va verificato su octotable.com prima di considerarlo attendibile. Lato gestione, blocca le prenotazioni un certo numero di ore prima dell'arrivo e addebita le penali per i no-show con gateway di pagamento integrati come Stripe (8Flow).

Per chi è la scelta giusta: chi parte da zero con budget minimo e vuole intanto risolvere menù e prenotazioni. La versione gratuita è un punto di partenza serio.

Il limite onesto: un mini-sito è un mini-sito. Poche pagine, poco spazio per raccontare il locale, poca libertà sui testi e sull'identità. Va bene come primo presidio, meno come casa digitale definitiva se punti sulla ricerca locale. E il costo dell'add-on non è pubblico: chiedilo prima di impostare il budget.

5. Wix, quando vuoi fare da te e hai tempo

Builder generalista. I piani Premium: Light 14 €/mese con dominio personalizzato gratis il primo anno, pubblicità rimossa e due collaboratori; Core 25 €/mese con vendita online fino a 50.000 prodotti e gestione fino a cinque collaboratori, suite marketing e recupero carrelli abbandonati; Business 34 €/mese con dieci collaboratori; Business Elite 149 €/mese con cento collaboratori (Finom). Il Light non include eCommerce, quindi per l'asporto pagato online serve almeno il Core.

Per chi è la scelta giusta: il titolare o il figlio del titolare che ha voglia di smanettare, vuole partire in un pomeriggio e accetta di curare il sito nel tempo.

Il limite onesto: tra i piani Premium standard non risulta un booking tavoli nativo pensato per la ristorazione, con gestione della sala. Le prenotazioni vanno agganciate a uno strumento esterno. E il canone è la voce piccola della spesa: il resto lo paghi in ore tue, ogni volta che cambi la carta o aggiorni gli orari. Un servizio in sala non si delega a un widget, un sito nemmeno.

6. Squarespace, quando il design conta più di tutto

Design curato, template belli, strumenti AI come Blueprint AI Builder, eCommerce con gestione inventario, campagne email e integrazione social. Si parte da 25 $/mese per il Personal, poi Business a 36, Commerce Basic a 40, Commerce Advanced a 72 (Capterra). Attenzione al conto finale: dopo il primo anno gratuito paghi il rinnovo dell'email professionale, 7-22 $/mese per utente, più il dominio.

Per chi è la scelta giusta: locali con forte estetica, cocktail bar, bistrot di ricerca, dove la foto e il carattere tipografico valgono quanto il menù.

Il limite onesto: il listino ufficiale in euro per l'Italia non è chiaro dalle fonti pubbliche, i prezzi che circolano sono in dollari. E come Wix, non ha una prenotazione tavoli nativa per ristorazione: serve un'integrazione esterna.

Tabella comparativa

SoluzionePrezzo pubblicoMenù aggiornabilePrenotazioniSito completoPer chi
Officina WebHosting gestito 290 € il primo anno poi 400 €/anno; sito 990 € al lancio (listino 1.500) + 400 €/anno di gestione; visibilità 199 €/meseSì, lo aggiorni tuIntegrate con lo strumento che usiSìLocali che vivono di clienti dalla zona e dal web
Web agency / freelance500 € a oltre 5.000 €; freelance mediana 510-730 €Dipende dal progettoSu richiestaSì, su misuraProgetti particolari, multilingua, gruppi
PlateformDa 59 €/mese + 149 € + IVA attivazione; Light gratuito; stagionali 354-954 €Sì, menù digitaleSì, complete con lista d'attesa e centralinoDa verificare nel pianoSale ad alto volume, stagionali
OctotableBase gratuita; mini-sito indicato a 15 €/mese da fonte terza, non confermato sul listino ufficialeSì, QR code in tempo realeSì, senza commissioni, partner Prenota con GoogleMini-sitoChi parte da zero con budget minimo
WixLight 14 €/mese, Core 25, Business 34, Elite 149Sì, lo fai tuSolo con strumenti esterniSì, se ci lavoriChi ha tempo e voglia di fare da sé
SquarespacePersonal 25 $/mese, Business 36, Commerce 40-72Sì, lo fai tuSolo con integrazione esternaSì, molto curatoLocali con identità visiva forte

Il conto su tre anni, che è l'unico che conta

Il primo mese inganna sempre. Su trentasei mesi le distanze si accorciano e a volte si invertono. Facciamo i calcoli con i prezzi pubblici verificati sopra, senza aggiungere numeri nostri.

  • Wix Core: 25 €/mese fanno 900 € in tre anni, più il rinnovo del dominio dal secondo anno. Il sito lo costruisci e lo mantieni tu.
  • Squarespace Business: 36 $/mese fanno 1.296 $ in tre anni, più email professionale e dominio dal secondo anno.
  • Octotable base: zero. Il mini-sito viene indicato a 15 €/mese da una fonte terza non confermata sul listino ufficiale: se quel prezzo fosse corretto sarebbero 540 € in tre anni, ma è una stima non verificata e la teniamo fuori dai conti attendibili.
  • Plateform: 59 €/mese più IVA fanno 2.124 € netti in tre anni, più i 149 € + IVA di attivazione. Il prezzo reale dipende dai coperti.
  • Web agency, fascia bassa: un pacchetto da 480 € con primo anno incluso, poi da negoziare hosting e manutenzione. Fascia media WordPress: 1.500-4.000 € il primo anno, poi 700-2.500 € l'anno, cioè si può arrivare oltre i 6.000 € in tre anni.
  • Officina Web: sito chiavi in mano 990 € al lancio più 400 €/anno di gestione, hosting incluso, cioè 2.190 € in tre anni. Se ti serve solo l'hosting gestito su un sito che hai già: 290 € il primo anno più 400 € il secondo e il terzo, cioè 1.090 €. Con la visibilità a 199 €/mese si aggiungono 7.164 €, ed è una scelta separata che consigliamo solo se hai margine da recuperare online.

Cosa si vede da questi numeri. Le piattaforme verticali costano poco all'inizio e non smettono mai: la spesa cresce lineare e il sito resta piccolo. Il fai da te è il più economico in denaro e il più caro in ore. L'agenzia su misura ha la forbice più larga e il risultato meno prevedibile. Se vuoi il quadro completo dei prezzi del mercato italiano, abbiamo raccolto tutto nella guida su quanto costa un sito web.

Un chiarimento sulle proposte in bundle dei grandi fornitori italiani: contratti pluriennali, canoni che salgono e sito che non ti appartiene fino alla fine. Ne parliamo senza sconti nella guida sulle alternative a Italiaonline.

Menù aggiornabile: la funzione che decide tutto

Se cambi la carta ogni settimana e per aggiornarla devi mandare un'email a qualcuno, quel sito diventa vecchio in un mese. Il menù è il contenuto più visitato di un sito ristorante e anche il più deperibile.

Tre modi di gestirlo, in ordine di qualità.

  1. Menù strutturato dentro il sito. Ogni piatto è un elemento con nome, descrizione, prezzo, allergeni. Google lo legge, le AI lo citano, il cliente lo cerca dentro la pagina. È il modo migliore, e richiede che il sito sia costruito per farlo.
  2. Menù digitale con QR code. È quello che offrono Octotable e Plateform. Aggiornabile in tempo reale, comodissimo al tavolo. Fuori dal locale però il QR non serve a niente e il contenuto resta spesso su un dominio non tuo.
  3. PDF caricato. La soluzione più diffusa e la peggiore. Da telefono si legge male, il motore di ricerca lo interpreta poco, e ogni modifica richiede di rifare il file.

Il PDF del menù è il "sito fermo dal 2015" della ristorazione. Costa zero e ti costa clienti.

Prenotazioni: chi te le porta e quanto se le fa pagare

Le prenotazioni arrivano da tre canali: il telefono, la tua scheda Google, i portali. Il telefono non lo tocchiamo: continuerà a squillare. La differenza la fanno gli altri due.

"Prenota con Google" è il pulsante che compare direttamente nella tua scheda quando qualcuno ti cerca. Sia Octotable che Plateform sono collegati. Octotable dichiara prenotazioni senza commissioni e senza supplemento per coperto, che è un punto forte se arrivi da un portale che trattiene una percentuale.

I portali di prenotazione portano volume e clienti che non ti conoscevano, e su questo vincono. Il problema è che quel cliente rimane loro: la prossima volta cerca sul portale, non te. Il sito tuo serve esattamente a spostare quel rapporto dalla loro parte alla tua.

C'è poi il tema no-show. Octotable permette di bloccare le prenotazioni un certo numero di ore prima e di addebitare penali tramite gateway integrati come Stripe. Se il venerdì sera perdi due tavoli su dieci per gente che non si presenta, questa funzione da sola giustifica la piattaforma. Nessun sito, il nostro compreso, sostituisce questo pezzo.

Come scegliere in cinque minuti

  • Hai un locale nuovo e budget zero? Parti da Octotable base, gratuito. Menù e prenotazioni risolti. Il sito lo fai dopo, quando hai incassi.
  • Hai il problema della sala, non della visibilità? Plateform, e valuta la licenza stagionale se lavori solo alcuni mesi.
  • Hai tempo, curiosità e nessuna fretta? Wix o Squarespace, con un booking esterno agganciato.
  • Hai un progetto forte, più lingue, budget sopra i 2.500 €? Web agency su misura, chiedendo tre preventivi e confrontando cosa include la manutenzione.
  • Vivi di clienti che ti cercano online e hai un sito vecchio o assente? Un sito tuo, curato per la ricerca locale, con il menù dentro e le prenotazioni integrate. Qui lavoriamo noi.

Non abbiamo interesse a portarti da noi se una di queste cinque righe non è la tua. Se vuoi un parere su cosa serve al tuo locale, scrivici dal form contatti: guardiamo la tua situazione e ti diciamo anche quando la strada gratuita basta.