Come abbiamo valutato

Quattro criteri, dichiarati prima di iniziare, tarati su chi ha un negozio, uno studio o un ristorante e non un reparto marketing. Uno: quanto tempo tuo richiede, all'inizio e ogni mese. Due: costo reale a tre anni, rinnovi e commissioni comprese. Tre: supporto e fatturazione in italiano. Quattro: quanto ti aiuta a farti trovare su Google e sulle AI.

Su questi quattro criteri la classifica cambia parecchio rispetto alle recensioni internazionali, dove pesa quasi solo la comodità dell'editor. Se per te il criterio dominante è "voglio smanettare stasera e spendere venti euro", scendi direttamente ai punti 3, 7 e 8: lì vincono loro, senza discussioni.

1. Officina Web: quando non vuoi diventare il webmaster di te stesso

Prima posizione perché sui nostri quattro criteri il sito costruito da qualcuno che poi lo mantiene è l'unico che ti restituisce tempo invece di chiedertene. Zero ore di apprendimento, fatturazione italiana, e la parte di visibilità su Google e sulle AI gestita da noi. Il limite è ovvio: costa più di un abbonamento mensile.

Listino pubblico: sito chiavi in mano 990 € una volta più 400 €/anno (prezzo di lancio, listino 1.500 €), hosting 290 € il primo anno e 400 € dagli anni successivi, servizio di SEO e visibilità 199 €/mese per chi vuole lavorare anche sulla ricerca. Nessuna gabbia contrattuale: il dominio resta tuo e il sito è portabile.

Per chi è la scelta giusta: attività locali già avviate, con margine e poco tempo, che hanno provato il fai-da-te e si sono fermate alla home page. Per chi non lo è: chi sta aprendo domani con 200 € di budget totale, o chi ha davvero voglia di costruirselo. In quel caso te lo diciamo in faccia e ti indirizziamo su un builder. Se vuoi farti un'idea dei numeri di mercato prima di parlare con noi, abbiamo raccolto tutto nella guida su quanto costa un sito web.

2. WordPress.org self-hosted: potenza massima, manutenzione tua

Il software è gratuito e open source, però richiede hosting e dominio acquistati a parte. Vinci su proprietà, libertà e SEO: nessun limite di struttura, nessun vincolo di piattaforma. Perdi su tempo, perché aggiornamenti, backup e sicurezza diventano una voce ricorrente nella tua settimana.

Le fasce di hosting sono ampie. Il condiviso, dove il tuo sito convive con molti altri, si trova anche sotto i 50 €/anno; un gestito di fascia alta parte da 199 €/anno per 30 GB NVMe e arriva a 499 €/anno per 100 GB (dati dal blog dell'hosting provider Gtechgroup, giugno 2026, quindi con l'interesse di parte da tenere presente). L'impianto tecnico è confermato anche dalla scheda di Lab404, marzo 2026.

Per chi è la scelta giusta: chi ha competenze interne, o chi paga un'agenzia per costruire e mantenere. Il limite onesto: WordPress abbandonato è peggio di un builder aggiornato. Il web italiano è pieno di siti WordPress fermi al 2015, con plugin scaduti e form che non inviano più niente.

3. Wix: il metro di paragone, e a volte la risposta giusta

Restiamo onesti: per molte micro-attività Wix funziona. L'editor visuale non richiede corsi, il dominio è gratis il primo anno e il logo della piattaforma non compare su nessun piano Premium. Il problema arriva quando il sito deve crescere e ogni funzione utile abita un piano più su.

Secondo la rilevazione del 23 marzo 2026 pubblicata da Finom, con fatturazione annuale e IVA esclusa: Light 14 €/mese (dominio gratis il primo anno, pubblicità rimossa, due collaboratori, nessun e-commerce), Core 25 €/mese (vendita online fino a 50.000 prodotti, cinque collaboratori, suite marketing, recupero carrelli abbandonati), Business 34 €/mese (dieci collaboratori, calcolo imposte, valute multiple), Business Elite 149 €/mese (cento collaboratori, analytics avanzati, supporto prioritario). Trattandosi di una fonte terza, controlla sempre il listino aggiornato su wix.com prima di sottoscrivere.

Per chi è la scelta giusta: sito vetrina semplice, budget mensile piccolo, nessuna esigenza particolare di posizionamento. Il limite onesto: sei dentro un ecosistema, e portare fuori un sito Wix significa in pratica rifarlo.

4. Squarespace: per chi vende con le immagini

Se la tua attività si giudica a occhio, Squarespace ha i template più curati del gruppo. Fotografi, ristoranti, showroom, studi di design: qui il vantaggio è reale, perché il risultato sembra fatto da un grafico anche partendo da zero. Il punto debole per l'Italia è l'assistenza.

Dalla rilevazione Solucom del 30 luglio 2026 sui prezzi italiani: Basic 11 €/mese annuale (15 € mensile), Core 17 € (24 €), Advanced 29 € (42 €). La stessa fonte segnala una discrepanza tra gli importi mostrati a schermo e quelli presenti nei dati strutturati della pagina italiana, quindi verifica il totale al checkout. Sul supporto: live chat solo in inglese, email in italiano dal lunedì al venerdì con orari espressi nel fuso della costa est degli Stati Uniti.

Per chi è la scelta giusta: attività a forte componente visiva con un titolare che se la cava in inglese. Il limite onesto: quando serve aiuto in fretta, un fuso orario di sei ore pesa. Se hai un ristorante, prima di decidere confronta le opzioni verticali nella guida sulle migliori soluzioni per il sito di un ristorante.

5. Shopify: solo se vendere online è il mestiere

Non è un'alternativa a Wix per un sito vetrina, è un'alternativa se il tuo obiettivo è spedire prodotti. Su questo terreno vince su tutti: gestione magazzino, pagamenti, spedizioni, app. Il conto però va letto in due righe, canone e commissioni, perché la seconda voce sorprende chi arriva dai builder.

I piani pubblici sono cinque. Starter a 5 $/mese consente link di pagamento e pagine prodotto senza vetrina completa. Basic 39 $/mese mensile, 29 $ con pagamento annuale. Grow 105 $ (79 $ annuale), Advanced 399 $ (299 $ annuale), Plus da 2.300 $+ al mese. I prezzi sono esposti in dollari anche sul sito italiano, come rileva ICT Sviluppo, giugno 2026. Sopra il canone: 1,9% + 0,25 € per transazione con Shopify Payments in Italia, e una penalità fino al 2% sul piano Basic se usi un gateway esterno.

Per chi è la scelta giusta: e-commerce con volumi. Il limite onesto: se vendi dieci prodotti al mese, le commissioni e il cambio valuta rendono il costo per ordine poco simpatico.

6. WordPress.com: WordPress senza la manutenzione

È la versione ospitata e gestita: aggiornamenti e sicurezza li fa la piattaforma, tu scrivi. Sta a metà strada tra il builder e il self-hosted, e ha senso per chi vuole rimanere nell'ecosistema WordPress senza toccare un pannello di controllo. In cambio accetti limiti di spazio e di personalizzazione sui piani bassi.

Secondo la scheda del comparatore AffMaven, dicembre 2025 i piani con fatturazione annuale sono Personal 4 $/mese, Premium 8 $, Business 25 $, Commerce 45 $, più un piano gratuito con funzioni di base; lo spazio di archiviazione va da 6 GB a 50 GB in base al piano. Il listino ufficiale in euro non è verificabile su fonte diretta in questa rilevazione, quindi controlla su wordpress.com.

Per chi è la scelta giusta: professionisti che pubblicano contenuti con regolarità e vogliono un blog solido. Il limite onesto: per installare plugin liberamente e lavorare bene sulla ricerca serve salire almeno al piano Business.

7. GoDaddy Website Builder: il più economico con dominio incluso

Se hai già dominio o hosting su GoDaddy, il builder integrato è la strada più corta e costa poco. Nessuna pretesa avanzata, nessun tema di design memorabile, ma un sito online in un pomeriggio a una cifra difficile da battere. Attenzione ai rinnovi, che cambiano rispetto al primo pagamento.

Dalla pagina ufficiale italiana piani e prezzi: con scadenza a un anno si paga 26,28 € oggi, con rinnovo a 33,48 €. La verifica al checkout fatta da Solucom il 30 luglio 2026 mostra 12 mesi a 26,28 € (2,19 €/mese), 24 mesi a 119,76 € (4,99 €/mese), 36 mesi a 208,44 € (5,79 €/mese). Da sapere: in Italia GoDaddy non offre il servizio "costruiremo noi il sito", e la pagina che dovrebbe ospitarlo risponde 404.

Per chi è la scelta giusta: chi vuole una presenza minima spendendo il meno possibile. Il limite onesto: il prezzo per mese cresce allungando il contratto, cosa controintuitiva.

8. Google Sites: gratis, con un prezzo diverso

Ultima posizione sui nostri criteri, prima assoluta su un criterio che non abbiamo messo in lista: costa zero. Crei e pubblichi senza spendere niente, e per un professionista che vuole solo una pagina con contatti e orari può bastare per qualche mese. Il vincolo è l'indirizzo.

Il piano gratuito lascia il sito su sites.google.com, senza dominio proprio. Per usare un dominio tuo serve Google Workspace Business Starter, come indica la scheda di Azzagencia, maggio 2026; il costo aggiornato per l'Italia va verificato su workspace.google.com. Un indirizzo di terzo livello comunica "provvisorio" a chi ti cerca, e questo influenza la fiducia più di quanto sembri.

Per chi è la scelta giusta: micro-attività appena nate, budget zero, nessun obiettivo di posizionamento. Se il tuo obiettivo è invece essere trovato, prima di scegliere leggi cosa serve davvero a un sito vetrina.

Il confronto in una tabella

SoluzionePrezzo pubblicoTempo tuoSupporto in italianoMeglio per
Officina Web990 € + 400 €/anno (lancio, listino 1.500); SEO 199 €/meseMinimoSì, direttoAttività avviate senza tempo
WordPress.orgSoftware gratis + hosting da sotto 50 €/anno a 499 €/annoAlto e continuoDipende dal providerChi vuole piena proprietà
WixDa 14 a 149 €/mese (rilev. marzo 2026)MedioVetrina semplice, piccolo shop
SquarespaceDa 11 €/mese annuale (rilev. luglio 2026)MedioEmail, orari USAAttività molto visive
ShopifyDa 5 $ (Starter) e 29 $ (Basic annuale) + commissioniMedio-altoParziale, listini in $E-commerce con volumi
WordPress.comDa 4 a 45 $/mese annuale (rilev. dic. 2025)MedioParzialeChi pubblica contenuti
GoDaddy26,28 € il primo anno, rinnovo 33,48 €MedioBudget minimo
Google SitesGratis, dominio proprio con WorkspaceBassoLimitatoPagina provvisoria

Il costo che nessun listino ti mostra

La voce più pesante del fai-da-te non è il canone, sono le tue ore. Un sito vetrina fatto da zero su un builder richiede scrittura dei testi, foto, struttura delle pagine, form, cookie banner, collegamento con la scheda Google. Chi lo fa la prima volta ci mette settimane, a pezzi, la sera.

Facciamo il conto. Un piano da 14 €/mese fa 168 € l'anno, cifra ottima. Aggiungi venticinque ore di lavoro tuo per metterlo in piedi e cinque ore l'anno per tenerlo vivo. Se un'ora del tuo tempo vale 40 €, hai speso mille euro di ore per risparmiare ottocento euro di preventivo. Ed è un conto ottimista, perché assume che il sito venuto fuori funzioni.

C'è poi la parte che i builder non risolvono da soli: essere trovati. Comparire su Google per "dentista + tua città" o venire citato da ChatGPT quando qualcuno chiede un consiglio nella tua zona dipende da contenuti, struttura e segnali esterni, non dal template. Su questo secondo fronte, ancora poco presidiato in Italia, abbiamo raccolto il metodo nella guida su come farsi trovare su ChatGPT.

Il calo di WordPress registrato tra dicembre e maggio racconta esattamente questo movimento: molte persone scelgono la semplicità e accettano i vincoli. È una scelta legittima. Diventa un errore solo quando il sito serve a portare clienti e non a essere presente.

Come scegliere in tre minuti

Rispondi a tre domande e la classifica si riduce a una riga. Vendi prodotti fisici online con più di qualche ordine al giorno? Shopify. Il tuo lavoro si vende con le foto e l'inglese non ti spaventa? Squarespace. Vuoi solo esserci spendendo il minimo e ci pensi tu? Wix Light o GoDaddy.

Se invece hai risposto no a tutte e tre, il punto non è più quale piattaforma: è chi ci lavora. Lì la scelta è tra pagare un'agenzia su WordPress e prendere un servizio chiavi in mano con manutenzione e visibilità incluse.

Se vuoi un'opinione sul tuo caso, anche se la conclusione è "il tuo Wix va bene, tienilo", scrivici dal form: guardiamo il sito, la scheda Google e ti diciamo cosa cambieremmo. Gratis e senza richiamate insistenti.