Con che criteri abbiamo messo in fila questi strumenti

Quattro criteri, dichiarati prima di partire. Primo: prezzo pubblico e verificabile sul sito del fornitore, niente listini "su richiesta". Secondo: esistenza di un piano gratuito o di una prova lunga. Terzo: cosa fa lo strumento oltre al menù (allergeni, ordini, più locali). Quarto: il limite onesto, cioè il punto in cui quello strumento smette di bastarti.

Un'avvertenza doverosa. I listini di questo settore cambiano spesso e alcune pagine prezzi dei fornitori sono ferme da anni. Ogni cifra che leggi qui sotto è accompagnata dalla fonte e, dove disponibile, dalla data di rilevazione. Prima di firmare, apri la pagina prezzi ufficiale e controlla tu: ci vogliono trenta secondi.

Un'altra cosa. Due nomi in classifica non sono strumenti "puri" per il menù QR, sono piattaforme più larghe che includono anche il menù. Lo diciamo dove capita, perché confrontare un menù gratuito con un sistema di cassa è come confrontare un tostapane con una cucina.

I sette strumenti, uno per uno

Chi vuole solo pubblicare il menù trova soluzioni gratuite serie. Chi vuole ordini dal tavolo, pagamenti o più locali paga da 25 a 50 euro al mese. Chi ha già una cassa da sostituire valuta piattaforme complete. Sotto trovi ogni strumento con il suo pubblico ideale, il prezzo pubblicato e il difetto che nessuno ti dice.

1. MenuDigitale.io, il miglior rapporto tra gratis e a pagamento

Il piano gratuito non ha scadenza e arriva fino a 150 piatti, che per la stragrande maggioranza di trattorie, bar e pizzerie è più che sufficiente. Se ti servono le funzioni complete, il Premium costa 9,90 € al mese IVA inclusa e sulla pagina prezzi ufficiale è dichiarato senza costi nascosti né vincoli di permanenza.

Per chi è la scelta giusta: locali con un menù stabile che vogliono partire gratis e, se serve, salire a un costo prevedibile.

Il limite onesto: oltre i 150 piatti il gratuito non basta più. E se cerchi ordini al tavolo con pagamento integrato, qui non è il terreno di casa.

2. LeggiMenu, il gratuito senza fronzoli

Sul sito si legge una promessa netta: il servizio è gratis e lo sarà sempre. Il funzionamento è quello classico e funziona bene: il cliente inquadra il QR, apre il menù in versione web dallo smartphone o dal tablet, senza installare applicazioni (leggimenu.it, rilevazione di luglio 2025).

Per chi è la scelta giusta: chi ha budget zero e vuole solo togliere di mezzo i menù di carta.

Il limite onesto: niente ordini, niente statistiche documentate. Il numero di lingue incluse e l'eventuale esistenza di piani superiori non risultano da una pagina prezzi pubblica, quindi chiedi prima se ti serve il menù multilingua.

3. Famenu, l'italiano che ti fa provare prima

Nato a Padova e raccontato anche dalla stampa locale, come nel pezzo del Corriere del Veneto citato sul sito del prodotto. La logica è dichiarata sul sito stesso: parti gratis e passi a pagamento solo quando ti serve. L'inserimento di piatti, categorie e prezzi è pensato per essere rapido e si gestisce da qualsiasi dispositivo (famenu.it).

Per chi è la scelta giusta: bar e ristoranti che vogliono testare senza carta di credito e decidere dopo.

Il limite onesto: il prezzo dei piani a pagamento non è confermabile da una pagina pricing ufficiale raggiungibile direttamente. Fatti mandare il listino per iscritto prima di attivare.

4. Platoo, il listino più trasparente per chi ha più locali

Qui il prezzo è scritto nero su bianco. Piano gratuito a 0 € al mese con 1 attività, 1 menù, fino a 10 prodotti, 5 categorie e watermark Platoo. Poi 24,90 € al mese fino a 3 attività con menù e prodotti illimitati, e 49,90 € al mese fino a 10 attività (platoo.app/pricing). I piani a pagamento includono menù dinamici per orari e giorni, QR personalizzati, rimozione del watermark e supporto via email.

Per chi è la scelta giusta: piccole catene, gruppi con due o tre insegne, chi gestisce bar e cucina con menù diversi per fascia oraria.

Il limite onesto: il piano gratuito è una vetrina, con 10 prodotti non ci fai un menù vero. Consideralo una prova, non una soluzione.

5. MenuSubito, tre mesi per capire se ti serve

La prova gratuita dura tre mesi, che nel settore è tanto: hai il tempo di attraversare una stagione intera prima di decidere. Il menù gestisce foto, descrizioni, prezzi e informazioni sugli allergeni, e i clienti possono ordinare direttamente dal tavolo inviando le richieste in cucina o al bancone (menusubito.it, rilevazione di giugno 2026).

Per chi è la scelta giusta: pizzerie e locali con asporto attivo che vogliono testare l'ordine da tavolo senza impegno immediato.

Il limite onesto: il prezzo dei pacchetti dopo il trial non è pubblicato in modo verificabile. Prima di caricare 120 piatti, chiedi quanto costerà al quarto mese.

6. JMENU, quando vuoi il tuo brand e non quello del fornitore

Due versioni, FREE e PREMIUM. La parte interessante è il modello di costo sugli ordini: 0,15 € per ordine ai tavoli e da luoghi esterni, 0,50 € per ordine delivery o take away, incassati dal ristoratore e non dalla piattaforma. C'è anche l'opzione white label, con il solo tuo marchio visibile e installazione sul tuo dominio, tipo menu.tuonome.it (pagina piani e prezzi ufficiale).

Per chi è la scelta giusta: chi vuole ordini e prenotazioni sotto il proprio marchio, senza che il cliente veda il logo di un fornitore.

Il limite onesto: la pagina prezzi ufficiale risale a gennaio 2022. Verifica che le condizioni siano ancora quelle e chiedi se esiste un costo di attivazione una tantum, perché non risulta dalla pagina pubblica.

7. Qromo, se il problema non è solo il menù

Attenzione alla natura del prodotto: Qromo è una piattaforma di cassa e gestione con il menù digitale incluso, quindi il confronto con un menù gratuito non regge. Il piano Basic è indicato a 29 € al mese con rinnovo annuale e c'è una prova gratuita di 30 giorni sui piani Basic, Pro e All-in-One (qromo.it, rilevazione di febbraio 2025). I QR si generano senza limiti e senza costi aggiuntivi dalla console, e i piani superiori aggiungono ordini, pagamenti da smartphone e report sui piatti più venduti o più redditizi.

Per chi è la scelta giusta: locali che stanno cambiando cassa e vogliono un sistema unico invece di quattro abbonamenti scollegati.

Il limite onesto: se ti serve solo il QR sul tavolo, stai comprando una cucina per fare un toast. E i prezzi dei piani superiori vanno riconfermati sulla pagina ufficiale al momento dell'acquisto.

Tabella comparativa

StrumentoPiano gratuitoPrezzo pubblicatoOrdini dal tavoloPunto di forzaLimite
MenuDigitale.ioSì, fino a 150 piatti, senza scadenzaPremium 9,90 €/mese IVA incl.Non documentatoGratuito generoso, nessun vincoloOltre 150 piatti serve il Premium
LeggiMenuSì, dichiarato sempre gratuitoNessun listino pubblicoNoZero costi, zero complicazioniNessuna funzione avanzata documentata
FamenuNon verificabile su pagina ufficialeNon documentatoProvi prima, decidi dopoPrezzi da farsi confermare
PlatooSì, 10 prodotti con watermark24,90 €/mese (3 attività), 49,90 € (10)Non documentatoListino chiaro e scalabileIl free è solo una prova
MenuSubitoProva di 3 mesiNon verificabile su pagina ufficialeTrial lungo, allergeni inclusiCosto post trial da chiedere
JMENUSì, versione FREE0,15 €/ordine tavolo, 0,50 €/ordine deliveryWhite label sul tuo dominioPagina prezzi datata gennaio 2022
QromoSì, più trial di 30 giorniBasic 29 €/mese con rinnovo annualeCassa, pagamenti e report insiemeÈ un gestionale, non un menù puro

Altri nomi che incontrerai cercando

Cercando "menu qr code" trovi altre piattaforme italiane. Menoo propone aggiornamento di piatti, prezzi e disponibilità in tempo reale e il pagamento separato al tavolo, con i clienti che selezionano cosa hanno mangiato e pagano singolarmente dal telefono (menoo.pro): funzione utile per chi lavora con tavolate, ma non abbiamo trovato una pagina prezzi pubblica. HBRmenu dichiara che dal secondo anno in poi il prezzo scende a 95 € senza obbligo di rinnovo (hbrmenu.it), mentre il costo del primo anno non risulta dal sito. Softvision Menù si presenta come sistema gratuito per creare menù digitali e pubblicarli via QR code (menu.softvision.it). Consegnaloo offre 15 giorni di prova gratuita (menudigitale-consegnaloo.it, agosto 2025).

Regola generale: se un fornitore non pubblica il prezzo, può anche starci. Pretendi però il listino scritto prima di caricare il menù. Rifare il lavoro su un'altra piattaforma è la parte noiosa.

Gratis o a pagamento: quando ha senso pagare

Il piano gratuito basta se ti serve solo mostrare il menù. Paghi quando ti servono tre cose: ordini e pagamenti dal tavolo, gestione di più locali o più menù per fascia oraria, e il tuo marchio al posto di quello del fornitore. Fuori da questi tre casi, il gratuito regge senza vergogna.

Ecco come ragionare in pratica:

  • Bar con lista bevande stabile: gratuito, punto. Cambi i prezzi due volte l'anno e finisce lì.
  • Trattoria con menù del giorno: gratuito o piano economico, purché aggiornare un piatto richieda meno di un minuto dal telefono.
  • Pizzeria con asporto: valuta l'ordine integrato. Se già ricevi ordini su WhatsApp, calcola quanto tempo ti fa risparmiare prima di firmare.
  • Due o tre locali: un piano a scaglioni per attività costa meno di tre abbonamenti separati.
  • Hai una cassa da cambiare: allora il confronto non è tra menù, è tra gestionali.

Il menù QR è un pezzo, non la casa

Il QR risolve il momento in cui il cliente è già seduto. Non ti porta nessuno dentro. Chi cerca "pizzeria vicino a me" o chiede consigli a un assistente AI ti trova attraverso altro: la scheda Google aggiornata, un sito che carichi in fretta con orari e indirizzo corretti, le recensioni.

Vale la pena mettere in ordine anche quello. Se il menù digitale vive solo dentro la piattaforma del fornitore, i motori di ricerca faticano a leggerlo e il piatto forte resta invisibile. Molti strumenti permettono di pubblicarlo sotto il tuo dominio: è la scelta migliore quando puoi farla. Abbiamo raccontato come impostare il resto nelle guide su il sito web per ristorante e su come curare la scheda Google della tua attività, e in quella dedicata alle migliori soluzioni per il sito di un ristorante trovi il confronto tra le piattaforme che li costruiscono.

Se hai già un menù QR ma il sito è fermo da anni e non sai da dove ripartire, scrivici dal form e ti diciamo cosa cambieremmo per primo. Anche se la risposta è "così va bene, lascialo stare".

Cinque errori che vediamo spesso sui tavoli

  1. Il QR che punta a un PDF. Si apre lento, si legge male sul telefono, obbliga a zoomare. Se lo strumento genera una pagina web, usa quella.
  2. Il codice stampato su carta lucida sotto una luce diretta. Il riflesso impedisce la lettura. Meglio opaco.
  3. Il QR appiccicato solo alla porta. Il cliente lo inquadra quando è seduto, non quando entra.
  4. Gli allergeni mancanti. L'informazione va data comunque, il digitale non ti esonera. Alcune piattaforme la gestiscono in modo strutturato, sfruttala.
  5. Il menù aggiornato una volta e poi mai più. Il web italiano è pieno di siti fermi dal 2015. Non aggiungere anche il tuo menù alla lista: se il prezzo sul tavolo non corrisponde a quello sullo scontrino, il cliente se ne accorge.