I criteri con cui abbiamo scelto
Prima di dire qual è il canale migliore, mettiamo giù il metro. Abbiamo valutato cinque cose: quanti pazienti del tuo bacino intercetta davvero, quanto costa al mese, in quanto tempo produce effetti, quanto lavoro chiede allo studio ogni settimana e se rispetta la norma sulla pubblicità sanitaria senza acrobazie.
C'è un sesto criterio che per uno studio odontoiatrico pesa più di tutti: la proprietà del contatto. Un canale che ti porta pazienti ma tiene lui il rapporto, l'agenda e le recensioni, ti rende dipendente. Un canale che alimenta il tuo sito e la tua scheda costruisce un patrimonio che resta allo studio anche se domani cambi fornitore.
Abbiamo escluso dal confronto volantinaggio e radio locali: funzionano ancora in certi paesi, ma non sono misurabili e non rispondono alla domanda "chi sta cercando un dentista adesso, a tre chilometri da qui".
La scelta vincente: scheda Google più pagine di trattamento con onorari e prenotazione
Vince perché copre l'intero percorso del paziente in un colpo solo: la scheda ti fa comparire nella mappa quando qualcuno cerca "dentista" nel tuo quartiere, le pagine di trattamento rispondono alla domanda successiva ("quanto costa un impianto?", "fa male?"), e il pulsante di prenotazione chiude il cerchio prima che la persona cambi idea.
Il meccanismo è semplice da capire. Chi cerca un dentista non naviga: digita, guarda i primi tre risultati nella mappa, legge le recensioni, apre il sito solo se la scheda lo convince. Se la scheda è vuota o l'ultimo aggiornamento è di tre anni fa, non arriva nemmeno sul sito. Se invece trova orari giusti, foto dello studio, servizi elencati uno per uno e cinquanta recensioni recenti, clicca.
A quel punto il sito deve fare la sua parte. Una pagina sola intitolata "Servizi" con un elenco puntato non basta. Servono pagine singole: implantologia, ortodonzia invisibile, igiene e sbiancamento, odontoiatria pediatrica, protesi. Ognuna scritta con parole da paziente, non da convegno. Ognuna con l'indicazione dell'onorario complessivo della terapia, un paio di domande frequenti, il nome dell'odontoiatra che la esegue e un modo per prenotare.
Quelle pagine fanno un doppio lavoro. Si posizionano su ricerche precise come "impianto dentale [città]", che hanno meno volume della parola "dentista" ma portano persone che stanno già decidendo. E vengono lette dagli assistenti AI: quando qualcuno chiede a ChatGPT o a Gemini un consiglio su dove farsi fare un impianto in zona, i modelli pescano da pagine che spiegano, non da brochure. Ne abbiamo parlato nella guida su come farsi trovare su ChatGPT.
Il pulsante di prenotazione è l'elemento che molti studi saltano. Secondo Partoo la funzione "Prenota un appuntamento" è pensata proprio per studi medici e cliniche dentistiche, e permette di fissare l'appuntamento direttamente dalla scheda. Attenzione però: la disponibilità dipende dal settore e dalla compatibilità con i sistemi di prenotazione supportati. Se usi Doctolib, il centro assistenza ufficiale conferma che la scheda Google può integrare un pulsante che rimanda al profilo. Se usi un gestionale italiano meno diffuso, può darsi che l'integrazione non esista: in quel caso il pulsante punta a un form sul sito, e va benissimo lo stesso.
Per la parte operativa sulla scheda, dalla verifica dell'indirizzo alle categorie, abbiamo una guida dedicata alla scheda Google dell'attività.
Cosa puoi scrivere davvero: la norma sulla pubblicità sanitaria
Si può comunicare, con dei paletti. Il comma 525 dell'articolo 1 della Legge 145/2018, nota come norma Boldi, ha trasformato la "pubblicità sanitaria" in "comunicazione informativa sanitaria": vietate le forme squisitamente commerciali, fuori qualsiasi elemento promozionale o suggestivo. Il comma è stato poi modificato dalla Legge 103/2023.
La ricostruzione dell'origine della norma è spiegata da Odontoiatria33, testata di settore, che la collega all'emendamento approvato nella finanziaria 2019. La sintesi dei divieti e dei contenuti ammessi è pubblicata dall'Ordine dei Medici di Pesaro e Urbino.
Cosa significa in pratica, quando scrivi le pagine del sito:
- Puoi indicare gli onorari. L'onorario delle prestazioni è tra i contenuti ammessi, con l'obbligo di indicare l'importo complessivo della terapia proposta. Quindi "impianto singolo, comprensivo di corona: a partire da X euro" va bene. "Impianto 999 euro anziché 1.400" no.
- Non puoi pubblicizzare sconti percentuali né promozioni a tempo del tipo "valido solo per 7 giorni". Lo chiarisce la delibera n. 74/2024 dell'Ordine dei Medici di Monza e Brianza, che esclude anche la pubblicità emozionale e gli slogan promozionali.
- Il contenuto deve essere funzionale all'oggetto, veritiero e corretto, senza violare il segreto professionale e senza essere equivoco, ingannevole o denigratorio (OMCeO Genova).
- Le linee guida della FNOMCeO sull'applicazione degli articoli 55, 56 e 57 del Codice di Deontologia Medica valgono per qualsiasi forma di informazione diffusa con qualsiasi mezzo, sito e social compresi (documento ufficiale su AGENAS).
Una raccomandazione che diamo sempre: prima di pubblicare, fai leggere i testi al tuo Ordine provinciale. Le interpretazioni variano da provincia a provincia e una verifica preventiva costa mezz'ora. Noi scriviamo le pagine, il parere deontologico resta in capo a te e al tuo Ordine.
Le alternative, e il caso in cui vince ciascuna
Nessuno dei canali che seguono è sbagliato. Ognuno ha una situazione in cui batte la scheda più sito. Il problema nasce quando uno studio ne usa uno solo, e di solito è quello che gli hanno venduto meglio.
Google Ads locale: vince quando lo studio è nuovo o deve riempire un'agenda vuota
Paghi e compari oggi. È l'unico canale che accende la domanda in ventiquattr'ore, quindi è la scelta giusta se hai appena aperto, se hai aggiunto una poltrona o se devi coprire la stagionalità. Il prezzo però è alto: il settore medico e dentistico è tra i più cari.
Secondo l'analisi di Inlogico basata su benchmark WordStream 2024, i click per servizi medici e dentistici costano dai 3 ai 6 euro, con keyword da 5-8 euro non rare su implantologia e ortodonzia. Più utile ancora il dato sul costo per richiesta: una rilevazione pubblicata da Visilay a ottobre 2026 stima tra 47 euro a Napoli e 80 euro a Milano il costo di una singola richiesta di contatto per un dentista. Con una prima visita a 50-80 euro, capisci che le campagne hanno senso solo se il paziente poi resta.
Dove Ads conviene quasi sempre: sul nome dello studio. Protegge la tua marca da chi compra il tuo nome e costa pochissimo.
Recensioni e passaparola strutturato: vince quando lo studio lavora bene da anni e non lo sa dire
Il passaparola nell'odontoiatria resta il canale numero uno, solo che oggi passa da Google. Un paziente contento lo dice all'amico, l'amico cerca il nome su Google e guarda le stelle. Se trovi quattro recensioni di cui due vecchie di sei anni, il passaparola si spegne proprio nell'ultimo metro.
Strutturarlo significa chiedere la recensione sempre, nello stesso momento, con la stessa frase: alla fine della seduta di igiene, con il QR sul bancone o un SMS il giorno dopo. Nessun incentivo, nessun regalo, perché nel sanitario è terreno scivoloso e perché Google vieta le recensioni incentivate. Vince come primo investimento se il tuo studio ha già dieci anni di pazienti fedeli e una scheda anemica: in quel caso è anche gratis. Abbiamo messo i metodi che funzionano nella guida sulle recensioni Google.
Portali di prenotazione: vincono quando vuoi delegare l'agenda e accetti il canone
MioDottore fa parte del gruppo Docplanner ed è descritto come il marketplace sanitario numero uno in Italia in un confronto di ottobre 2026 (Appuntoo, che è però un operatore concorrente: teniamone conto). Portano traffico loro, gestiscono le disponibilità, mandano i promemoria.
Due avvertenze. La prima sui prezzi: non sono pubblici. La stessa fonte parla di un minimo stimato di 69 €/mese per MioDottore e di circa 139 €/mese per Doctolib, con un costo annuo che supera facilmente i 1.600 euro: sono stime di mercato di un concorrente, non listini ufficiali. Chiedi il preventivo direttamente e fatti mettere tutto per iscritto. La seconda avvertenza riguarda la proprietà: le recensioni che raccogli dentro il portale restano nel portale. Se un giorno disdici, riparti da zero.
Conviene quando lo studio è grande, ha più odontoiatri e l'agenda è un lavoro a tempo pieno per la segreteria.
Social: vincono per la fiducia nel quartiere, non per la domanda urgente
Instagram e Facebook non intercettano chi ha male adesso. Servono a farti ricordare, a mostrare lo studio e le persone, a far capire a una mamma che da te i bambini non piangono. Hanno senso se qualcuno in studio ha davvero voglia di farlo, perché un profilo abbandonato da otto mesi comunica il contrario di quello che vuoi.
Occhio alla norma: niente prima e dopo con tono promozionale, niente toni emozionali. La comunicazione informativa vale anche sui social.
Tabella comparativa dei canali
| Canale | Costo indicativo | Tempi | Lavoro per lo studio | Il contatto è tuo? |
|---|---|---|---|---|
| Scheda Google + pagine di trattamento | Scheda gratuita; sito e SEO a partire da qualche centinaio di euro l'anno | 1-3 mesi per salire nella mappa | Basso dopo l'avvio | Sì |
| Google Ads locale | 3-6 €/click nel dentale, richieste stimate 47-80 € | Immediato | Medio, serve presidio | Sì, finché paghi |
| Recensioni strutturate | Zero o quasi | 2-6 mesi per accumulare | Costante, 1 minuto a paziente | Sì |
| Portali (MioDottore, Doctolib) | Canone non pubblico, stime 69-139 €/mese | Rapido | Basso | Solo in parte |
| Social | Tempo interno o gestione esterna | Lento | Alto | Sì, ma dipende dalla piattaforma |
Fonti dei costi: benchmark citati da Inlogico e Visilay per Ads, stime di mercato riportate da Appuntoo per i portali.
Quanto costa farsi fare sito e scheda, e da chi
I listini pubblici per un sito di studio dentistico, consultati a ottobre 2026, vanno da circa 500 a circa 2.600 euro una tantum, con o senza canone annuo. La differenza vera non è il prezzo di partenza: è cosa succede dopo, chi aggiorna le pagine e chi presidia la scheda Google mese per mese.
| Fornitore | Prezzo dichiarato | Cosa include |
|---|---|---|
| LAMPO | da 497 € (vetrina) a 1.997 € (pacchetto completo); piano intermedio 997 € | Consegna rapida, prenotazione visite nel piano da 997 €, una tantum |
| Sito Prime | 497 € una tantum + 27 €/mese | Dominio, hosting e ritocchi compresi |
| XiWeb | da 1.300 € a 2.600 € | Varia in base alle opzioni scelte |
| Officina Web | 990 € una tantum (listino pieno 1.500) + 400 €/anno; visibilità 199 €/mese | Sito chiavi in mano, hosting e assistenza, scheda Google e pagine di trattamento nel pacchetto visibilità |
Il rilevamento dei listini concorrenti è di ottobre 2026 e i prezzi possono cambiare: verifica sempre sulla pagina del fornitore.
Dove siamo onesti. Se hai già un sito decente, veloce e aggiornabile, non ti serve rifarlo: ti serve qualcuno che scriva le pagine di trattamento e tenga viva la scheda. Se stai aprendo adesso e il budget è stretto, un sito da 500 euro più una scheda Google curata da te è una partenza dignitosa, e lo diciamo anche se significa non venderti nulla. Noi conveniamo quando vuoi una sola bottega che segue sito, pagine dei trattamenti, scheda e recensioni senza che tu debba fare da regista tra tre fornitori diversi.
Abbiamo messo il confronto esteso delle piattaforme nella guida alle migliori soluzioni per il sito di un dentista.
Se vuoi un parere sulla tua situazione, scrivici dal form dei contatti: guardiamo scheda e sito e ti diciamo cosa sistemeresti per primo, anche se la risposta è "così va già bene".
Come partire, in ordine
Un ordine che funziona per quasi tutti gli studi, dal più economico al più impegnativo:
- Rivendica e completa la scheda Google. Categoria principale "Dentista", servizi elencati singolarmente, orari veri, foto dello studio e della sala d'attesa, non immagini da banca dati.
- Metti in piedi la raccolta recensioni. Una frase sola, detta sempre, da tutto il personale.
- Scrivi tre pagine di trattamento, quelle che corrispondono alle prestazioni che ti portano più margine, con onorario complessivo indicativo.
- Collega la prenotazione, dal pulsante della scheda o da un form semplice sul sito.
- Solo dopo, se serve riempire l'agenda in fretta, accendi Google Ads sulla zona e sui trattamenti giusti.
Il quinto punto prima dei primi quattro è l'errore più comune: paghi 60 euro per portare una persona su un sito che non la convince.
