Con quali criteri abbiamo scelto

Prima di dire "il migliore" bisogna dire migliore per cosa. Abbiamo messo in fila cinque criteri pensati per un titolare di attività locale o un professionista, non per uno sviluppatore. Chi fa da solo non ha un reparto IT alle spalle, ha due serate libere e la voglia di farcela.

  1. Tempo per arrivare online. Quante ore servono per passare da pagina bianca a sito visibile, senza aiuto esterno.
  2. Quanta tecnica richiede. Aggiornamenti, backup, certificati di sicurezza, compatibilità: se li deve gestire il titolare, è un costo nascosto.
  3. Risultato sul telefono. La maggioranza delle persone ti cerca dal cellulare. Un sito che su mobile si rompe è un sito che non esiste.
  4. Portabilità. Se un giorno vuoi cambiare strada, ti porti via contenuti e dominio o devi ricominciare?
  5. Costo reale a tre anni. Non il prezzo del primo mese in offerta. L'abbonamento rinnovato, il dominio, le eventuali estensioni a pagamento.

Un criterio che non abbiamo usato: "quante funzioni ha". Le funzioni in più sono quasi sempre un problema travestito da regalo. Un sito vetrina ben fatto ha cinque pagine, un modulo contatti e un numero di telefono cliccabile. Il resto è decorazione.

La scelta vincente: Wix

Wix vince perché riduce al minimo le decisioni che un principiante non è in grado di prendere. Hosting, dominio, certificato di sicurezza, versione mobile, backup: sono già lì, inclusi, senza che tu debba sapere cosa sono. Tu sposti blocchi, scrivi testi, carichi foto. Il resto è gestito.

L'editor funziona a trascinamento. Scegli un modello, sostituisci le immagini di repertorio con le tue, riscrivi i testi. Non serve installare nulla sul computer. L'interfaccia è tradotta in italiano, e questo conta più di quanto sembri: quando ti blocchi alle undici di sera, cercare "come cambiare il colore del pulsante" in italiano ti fa risparmiare un'ora.

La versione mobile si genera in automatico e si può ritoccare separatamente. Ti consigliamo di farlo: i modelli automatici tendono a lasciare titoli enormi e pulsanti schiacciati. Mezz'ora di revisione sullo schermo del telefono è la mezz'ora meglio spesa dell'intero progetto.

Dove Wix ti delude. Primo, la portabilità: i contenuti vivono dentro Wix. Se un giorno vuoi trasferire il sito altrove, non esiste un pulsante "esporta tutto" e il lavoro va rifatto. Il dominio invece resta tuo e puoi spostarlo. Secondo, le prestazioni: i siti costruiti a blocchi tendono a caricare più codice del necessario e questo si sente sulle connessioni lente. Terzo, la libertà strutturale: oltre un certo numero di pagine, gestire menu e gerarchie diventa faticoso.

Se stai valutando Wix per un'attività locale e vuoi il confronto ragionato con le altre strade, lo abbiamo scritto qui: alternative a Wix per attività locali.

Le alternative, e quando vince ognuna

Squarespace, se vendi immagine

Un fotografo, uno studio di architettura, un ristorante di ricerca, un salone che punta sull'estetica. In questi casi il template conta quanto il contenuto. I modelli di Squarespace sono più curati nella tipografia e negli spazi bianchi, e il risultato "sembra fatto da un designer" anche quando non lo è. La libertà di spostare elementi è minore rispetto a Wix, e per un principiante è un vantaggio: ti impedisce di rovinare un impianto che funziona. Difetto: l'interfaccia è meno amichevole in italiano e la documentazione è in gran parte in inglese.

WordPress.org, se il progetto deve durare

Qui parliamo di WordPress installato su un hosting tuo, non della versione ospitata. È la strada con il massimo controllo: i contenuti sono tuoi, esportabili, trasferibili da un fornitore all'altro. Se pubblichi articoli con regolarità, se prevedi decine di pagine, se vuoi poter cambiare aspetto senza riscrivere tutto, WordPress ha senso.

Il prezzo lo paghi in manutenzione. Aggiornamenti del sistema, aggiornamenti dei plugin, backup, sicurezza. Non sono operazioni difficili, sono operazioni che non puoi dimenticare. Un WordPress abbandonato per sei mesi è un sito a rischio. Scegli questa strada solo se il concetto di "mezz'ora di manutenzione al mese" non ti fa venire l'orticaria.

Shopify, se il cuore è il carrello

Se il tuo obiettivo primario è vendere prodotti online con spedizione, pagamenti e gestione ordini, uno strumento nato per l'e-commerce ti risparmia mesi di cerotti. Non è lo strumento giusto per un sito vetrina con una pagina prodotti: stai pagando un motore di vendita per usarlo come biglietto da visita. Valutalo quando il carrello è il motivo per cui il sito esiste.

Carrd e i builder di pagina singola, se ti basta esistere

Un professionista che lavora solo su passaparola, un artigiano con tre informazioni da comunicare, chi deve semplicemente avere un posto dove mandare le persone. Una pagina, foto, descrizione, contatti, mappa. Si fa in trenta minuti e costa pochissimo. È la soluzione onesta per chi non ha bisogno di altro. Se ti riconosci qui, leggi anche cosa serve davvero a un sito vetrina per funzionare.

Tabella comparativa

StrumentoVince quandoDifficoltà per chi parte da zeroManutenzione a tuo caricoPortabilità contenuti
WixPrima volta assoluta, sito vetrina completoBassaNessunaScarsa
SquarespaceIl risultato estetico è il messaggioBassaNessunaScarsa
WordPress.orgProgetto che cresce, tanti contenutiMedia/altaAltaOttima
ShopifyVendita online con spedizioniMediaNessunaMedia
CarrdUna pagina, contatti e orariMolto bassaNessunaScarsa
DelegareIl sito porta fatturato direttoNessunaNessunaDipende dal fornitore

Quello che nessuno strumento fa al posto tuo

Puoi costruire il sito più bello del quartiere e non ricevere una telefonata. Questo è il punto che manda in crisi la maggior parte dei progetti fai da te: lo strumento costruisce il contenitore, non porta le persone dentro.

Le cose che restano a carico tuo, qualunque piattaforma scegli:

  • Scrivere i testi. Sono la parte che convince o allontana. Nessun template li scrive al posto tuo in modo credibile.
  • Decidere la struttura. Quali pagine servono, cosa va in home, dove sta il pulsante per chiamarti.
  • La scheda Google. Per un'attività locale pesa spesso più del sito stesso nelle ricerche di zona. Qui trovi come lavorarla: scheda Google dell'attività.
  • Le recensioni. Nessun builder te le procura.
  • Farsi trovare. Posizionamento sui motori di ricerca e presenza nelle risposte delle AI sono un lavoro continuo, separato dalla costruzione del sito.

Il web italiano è pieno di siti bellissimi che nessuno ha mai visto. Mettilo in conto quando pianifichi il tempo: la costruzione è il venti per cento del lavoro.

I 5 segnali che conviene delegare

Fare da soli è una scelta legittima e in molti casi è quella giusta. Diventa un errore quando ricorrono questi segnali.

1. Il sito è un canale di fatturato diretto. Se le prenotazioni, gli appuntamenti o gli ordini passano di lì, ogni settimana di sito fermo o mal fatto è denaro perso. A quel punto il conto cambia: non stai risparmiando il costo di un professionista, stai rinviando incassi.

2. Il tuo tempo vale più di quanto risparmi. Fai due conti onesti. Quante ore ti servono per imparare, costruire, correggere? Moltiplicale per quanto vale un'ora del tuo lavoro. Se un dentista passa trenta ore su un editor, ha speso in ore di studio molto più del preventivo che stava evitando. Abbiamo messo i numeri in fila qui: quanto costa un sito web.

3. Serve integrazione con qualcos'altro. Prenotazioni collegate all'agenda, menu digitale aggiornato in tempo reale, gestionale, pagamenti. Le integrazioni sono il punto dove il fai da te si impantana: funzionano al novanta per cento e quel dieci per cento mancante genera telefonate e disguidi.

4. Sei in un settore regolamentato. Sanità, professioni ordinistiche, finanza. Esistono vincoli su cosa puoi scrivere e come puoi presentarti. Un errore qui non è un problema estetico.

5. Hai già provato e sei fermo. È il segnale più frequente e il più sottovalutato. Hai aperto l'account, scelto il modello, scritto due pagine. Poi è arrivata la stagione piena e il sito è rimasto in bozza da sette mesi. Non è pigrizia: è la prova che quel compito non trova spazio nella tua giornata. Riconoscerlo in anticipo evita un anno perso.

Cosa cambia se lo deleghi

Un fornitore serio non ti vende un sito più bello. Ti vende tempo recuperato, decisioni prese da chi le ha già prese cento volte e continuità nel tempo. La differenza si vede dopo sei mesi, quando qualcuno deve aggiornare gli orari, sistemare un modulo che non invia o capire perché il sito non compare nelle ricerche.

Noi di Officina Web lavoriamo così: sito costruito su misura, dominio e posta a posto, scheda Google sistemata, e il lavoro continuo per comparire su Google e nelle risposte delle AI tipo ChatGPT. Niente contratti che ti incatenano: il dominio resta tuo e se vuoi andartene te ne vai. Ci teniamo i clienti perché lavoriamo bene.

Se però il tuo caso è una pagina con indirizzo e numero di telefono, te lo diciamo con la stessa franchezza: aprila da solo su uno dei builder qui sopra, ci metti un pomeriggio e hai risolto. Non ti serviamo.

Nel dubbio, scrivici due righe dal form e ti diciamo cosa faremmo al posto tuo. Anche se la risposta è "fattelo da solo".