Con quali criteri abbiamo messo in fila queste app

Abbiamo valutato cinque cose, tutte verificabili prima di firmare. Trasparenza del listino: il prezzo è pubblico o serve un commerciale? Costo reale a fine anno: canone più commissioni più fee sui pagamenti. Vincoli contrattuali. Assistenza e mercato italiano. E l'ultima, la più trascurata: cosa resta tuo quando smetti di pagare.

Su quest'ultimo punto serve una premessa. Un'app di prenotazione fa due mestieri diversi che spesso vengono venduti insieme. Il primo è il gestionale: agenda, promemoria, incassi, schede clienti. Il secondo è il marketplace: una vetrina dove clienti nuovi ti trovano e prenotano. Il gestionale lo paghi a canone. Il marketplace quasi sempre te lo fanno pagare a percentuale sui clienti che porta.

Non è una fregatura, è un modello di business legittimo. Diventa un problema quando non hai fatto il conto di quanto ti costa in un anno, e quando il tuo unico canale di acquisizione è una piattaforma che non controlli.

La tabella di confronto

ServizioModello di prezzoCommissione nuovi clientiVincoloMercato Italia
TreatwellTariffa mensile software (cifra non pubblicata)25% sulle prime prenotazioni da marketplace12 mesi minimoSì, oltre 15.000 saloni sul portale
Fresha19,95 $/mese Individual, 14,95 $ per membro Team (fonte terza, USD)20% con minimo 6 $ su prenotazioni da marketplace (dato USA)Prova 7 giorni, no piano gratuitoSì, listino in euro da richiedere
Booksy34,99 €/mese + IVA (listino Spagna), +8 €/mese per dipendenteNon rilevata in schedaNon rilevatoSì
Magnolia PROSu preventivo, soluzioni personalizzateNessuna commissione rilevataProva 30 giorni senza cartaSì, azienda italiana
PlanityCanone fisso, nessuna commissione, senza vincoloNessunaNessuno dichiaratoNon confermato

I prezzi che non compaiono in tabella non li abbiamo inventati. Treatwell, Magnolia e Planity li comunicano solo dopo un contatto commerciale, e ogni cifra che gira online senza fonte ufficiale vale quanto un preventivo fatto al bar.

1. Treatwell: la vetrina più grande, al suo prezzo

Treatwell è la scelta giusta se il tuo problema sono i clienti nuovi e hai poltrone vuote infrasettimanali da riempire. Il marketplace è enorme: la piattaforma dichiara di aver supportato oltre 150.000 saloni in Europa (Treatwell Connect, novembre 2025) e il portale italiano ne mostra oltre 15.000 prenotabili 24 ore su 24 (treatwell.it).

Il software è cloud, senza installazione: accedi da browser, anche da più dispositivi insieme. Puoi aggiungere pulsanti di prenotazione su Facebook e Instagram collegati all'agenda, e su quelle prenotazioni non ci sono commissioni aggiuntive. È un dettaglio che pesa: se un cliente ti trova sui tuoi canali, la prenotazione non passa dalla cassa di Treatwell.

Il costo si compone di due pezzi. Una tariffa mensile per il software, la cui cifra non è pubblicata sul sito ufficiale. E una commissione del 25% sulle prime prenotazioni dei nuovi clienti portati dal marketplace, mentre sui clienti già acquisiti non vengono addebitati altri costi oltre al canone (Treatwell Business, giugno 2026).

Il limite onesto: il 25% su una prima piega da 40 euro fa 10 euro. Se quel cliente torna, l'investimento si ripaga. Se non torna, hai lavorato quasi a rimessa. Aggiungi il contratto minimo di 12 mesi, valido sia con pagamento mensile sia annuale, e capisci che non è una soluzione da provare per un mese e vedere come va.

2. Fresha: tanta roba dentro, conti da tenere d'occhio

Fresha è per chi vuole un sistema unico che gestisca appuntamenti, pagamenti con carta, messaggi automatici, marketing e schede clienti, con prenotazioni online anche da Google, Facebook e Instagram (Capterra, 2026). Nel 2024 ha aggiunto Team Pay, un modulo di gestione dei compensi a pagamento, con prezzo legato al numero di membri attivi del team (The Salon Business, 26 febbraio 2026).

La notizia grossa è un'altra: all'inizio del 2025 Fresha ha tolto il piano gratuito permanente, cambiamento segnalato dai titolari di saloni sui forum di settore. Oggi il modello prevede abbonamenti a pagamento con 7 giorni di prova, riportati a 19,95 $/mese per il piano Individual e 14,95 $ per membro del team al mese per il piano Team, secondo la rilevazione Pabau del 28 luglio 2026. A questi si aggiungono una fee del 20% con minimo 6 $ sui nuovi clienti da marketplace e commissioni di elaborazione carta intorno al 2,19%-3,30% più 0,20 $ a transazione sul mercato statunitense.

Il limite onesto: i numeri qui sopra sono in dollari e riferiti a mercati non italiani, riportati da una fonte terza. Le percentuali europee possono essere diverse e la pagina prezzi italiana non espone cifre. Prima di firmare, chiedi il listino in euro per iscritto. Il rischio con Fresha non è il canone, sono le tre voci variabili che si sommano e che a fine mese vanno lette con la calcolatrice.

3. Booksy: il prezzo lo trovi scritto

Booksy merita il terzo posto per una ragione semplice: da qualche parte il prezzo lo scrive. Secondo la rilevazione 2026 del comparatore Agentizalo sulla pagina prezzi ufficiale di Booksy Spagna, il piano base costa 34,99 € al mese più IVA per una persona, con agenda, pagina di prenotazione, promemoria e strumenti di marketing inclusi e prenotazioni illimitate. Ogni dipendente aggiuntivo costa 8 € al mese più IVA.

Per un salone con tre operatori, quel listino fa 50,99 € al mese più IVA. È una cifra su cui puoi ragionare, confrontare, dire di no. Cosa che con un preventivo su richiesta non puoi fare finché non hai già parlato con un venditore.

Il limite onesto: quello è il listino spagnolo, non italiano. Non abbiamo verificato le tariffe pubblicate per l'Italia né l'eventuale struttura di commissioni sulle prenotazioni da marketplace. Usalo come termine di paragone quando chiedi gli altri preventivi, non come prezzo garantito per il tuo salone.

4. Magnolia PRO: italiano, e si sente

Magnolia PRO è il gestionale giusto se ti serve qualcosa che parli la lingua del fisco italiano. Gestisce magazzino, servizi al cliente, operazioni di cassa, ricevute fiscali, operatori, agenda appuntamenti e statistiche di rendimento, con fidelity card, campagne promozionali e assistenza inclusa (Capterra Italia, 2026).

Il punto forte è la prova: 30 giorni gratis senza inserire i dati della carta di credito (Magnolia PRO, 2026). Un mese pieno con il salone vero, i clienti veri e lo staff che ci mette le mani vale più di dieci demo commerciali. L'azienda dichiara oltre 100 partner tra parrucchieri, centri estetici e SPA, dato auto-riportato e non certificato da terzi.

Il limite onesto: il prezzo non è pubblico, il modello è "soluzioni personalizzate" su richiesta. E Magnolia è un gestionale, non un marketplace: ti organizza il salone, non ti porta clienti nuovi dal nulla. Se il tuo problema è la visibilità, questa da sola non la risolve.

5. Planity: ottimo modello, mercato sbagliato

Planity ha il modello di prezzo che chiunque vorrebbe: abbonamenti senza vincolo, tariffe fisse, nessuna commissione sugli appuntamenti, nessun costo di installazione o manutenzione (Planity Pro, 2026). Sulla carta è il contrario esatto del modello a percentuale.

C'è un problema pratico. Planity risulta pensato per parrucchieri, istituti di bellezza e barbershop con 50.000 attività utilizzatrici, disponibile in Francia, Belgio e Germania (Capterra, 20 luglio 2026). Una presenza ufficiale sul mercato italiano non ci risulta confermata. Se sei in Italia, verifica direttamente prima di perderci tempo.

Secondo punto: nemmeno Planity pubblica una griglia tariffaria consultabile, i prezzi arrivano solo su preventivo (BreizhApp, 31 luglio 2026). Il fornitore dichiara aumenti dei ritorni in salone e riduzione degli appuntamenti dimenticati, ma sono numeri auto-dichiarati e li trattiamo per quello che sono: materiale commerciale.

Il limite onesto: modello di costo pulito, disponibilità italiana da confermare, listino invisibile finché non chiami.

Il pezzo che nessuna di queste app ti dà

Tutte e cinque risolvono lo stesso problema: far prenotare chi ti conosce già o chi ti trova dentro la loro vetrina. Nessuna risolve il problema di chi cerca "parrucchiere [tua città]" su Google, o chiede a ChatGPT dove tagliarsi i capelli in zona.

Ed è lì che si gioca la partita vera. La scheda Google della tua attività, con orari giusti, foto recenti e recensioni fresche, porta prenotazioni che non pagano commissione a nessuno. Il tuo sito con il pulsante "prenota" porta clienti che sono tuoi al 100%. Se vuoi capire come mettere insieme le due cose, abbiamo scritto una guida sulle soluzioni per il sito di un parrucchiere e una su come sistemare la scheda Google dell'attività.

C'è poi la parte nuova, quella che nel beauty quasi nessuno presidia: comparire quando qualcuno chiede consigli a un assistente AI invece che a un motore di ricerca. Ne parliamo qui: farsi trovare su ChatGPT.

La combinazione sana per la maggior parte dei saloni è questa: un gestionale che ti tiene in ordine l'agenda, il marketplace usato come canale di acquisizione controllato e misurato, e la tua presenza online che con gli anni riduce la dipendenza dagli altri due.

Come scegliere in mezz'ora

  1. Conta gli operatori. Il prezzo di quasi tutte queste app cresce per postazione.
  2. Stima quanti clienti nuovi al mese vuoi dal marketplace. Moltiplica per lo scontrino medio del primo servizio e applica la percentuale. Quella cifra è il costo di acquisizione che stai accettando.
  3. Chiedi tre preventivi scritti, in euro, IVA esclusa, con durata contrattuale e disdetta nero su bianco.
  4. Verifica l'export dei dati clienti. Se il giorno che vai via non puoi portarti via l'anagrafica, quel software non è tuo, sei ospite.
  5. Prova prima di firmare. Magnolia dà 30 giorni, Fresha 7. Usali con lo staff vero.
  6. Controlla che l'app si integri con la tua scheda Google e con il tuo sito, così le prenotazioni dirette non passano dal casello.

Se stai valutando anche il sito e la visibilità locale e vuoi un parere onesto su cosa ti serve davvero, scrivici due righe dal form. Se la risposta è "ti basta sistemare la scheda Google", te lo diciamo.