Prima di tutto: dove si gestisce il profilo oggi
Non cercare più l'app Google My Business. È stata ritirata: da luglio 2022 non è più scaricabile ed è stata sostituita dal Google Business Profile, gestito tramite Google Search e Google Maps (Anchor Digital). Per un'attività con una sola sede, oggi la gestione avviene dentro i due prodotti principali, senza pannello a parte (SearchScope).
In pratica: cerchi il nome della tua attività da loggato con l'account proprietario e Google ti mostra il pannello di modifica sopra i risultati. Da lì passi a categorie, servizi, foto, post e orari. Su Maps trovi la stessa cosa nella scheda "Il tuo profilo".
Una precisazione che fa risparmiare tempo a chi lavora solo online: il profilo è riservato alle attività che prevedono contatto diretto con i clienti. Un'attività esclusivamente online, senza sede visitabile né servizi a domicilio, non è idonea (Google Support). Se sei in quella situazione, il lavoro va fatto sul sito, non sulla scheda.
Se la scheda non l'hai ancora rivendicata o hai dubbi sulla verifica, parti dalla nostra guida alla scheda Google dell'attività e poi torna qui per la parte di ottimizzazione.
1. Categoria principale: la più specifica che esiste
La categoria principale è l'impostazione con più peso di tutte. Dice a Google per quali ricerche hai senso. Google chiede di selezionare la categoria che descrive meglio l'attività, scegliendone una specifica dall'elenco, con l'esempio ufficiale "Salone di manicure" al posto di "Salone" (Google Support).
Il ragionamento è semplice. Se gestisci un ristorante di pesce, "Ristorante di pesce" ti mette in gioco sia sulle ricerche generiche sia su quelle specifiche. "Ristorante" da solo ti lascia solo le prime. Scegliere la categoria larga per "prendere più ricerche" è una delle convinzioni più diffuse e più sbagliate tra i titolari.
Come scegliere in cinque minuti:
- Scrivi su Maps la ricerca che farebbe il tuo cliente tipo.
- Guarda le prime tre attività che escono e apri le loro schede.
- Annota la categoria che Google mostra sotto il nome.
- Verifica se nell'elenco esiste una voce ancora più precisa per quello che fai.
Ricorda che tutte le sedi di una stessa attività devono condividere la categoria principale (Google Support). Quindi se hai due punti vendita, la primaria si decide una volta sola.
2. Categorie secondarie: fino a nove, con il freno a mano
Puoi aggiungere al massimo altre nove categorie oltre alla principale (Google Support). La tentazione è riempirle tutte. Google chiede l'opposto: selezionare il minor numero possibile di categorie necessarie a descrivere l'attività principale, con un solo profilo per attività (linee guida ufficiali).
Le categorie secondarie servono per i servizi che eroghi davvero e con continuità. Un dentista che fa anche implantologia e ortodonzia ha senso che le aggiunga. Lo stesso dentista che aggiunge "Medico estetico" perché "magari qualcuno cerca quello" sta diluendo il segnale e rischia una scheda meno pertinente.
C'è poi una regola che molti ignorano: se l'attività comprende reparti indipendenti, di proprietà distinte e gestiti separatamente, questi devono avere un profilo proprio e le loro categorie non vanno aggiunte al profilo principale (Google Support). Il caso classico è il bar interno a una palestra o la farmacia dentro un centro commerciale.
3. Nome dell'attività: quello dell'insegna, punto
Il nome deve rispecchiare quello reale, noto ai clienti e usato nei negozi fisici, sul sito e sulla cancelleria. Non sono ammessi numeri di telefono o parole chiave aggiuntive nel campo nome (Google Support).
"Studio Dentistico Rossi | Impianti Dentali Verona Low Cost" è una violazione delle linee guida. Funziona finché non viene segnalato, poi arriva la sospensione e passi settimane a recuperare il profilo. Il guadagno a breve non compensa il rischio.
Se un concorrente della tua zona lo sta facendo e tu ti chiedi perché lui sì e tu no, la risposta è che non è ancora stato segnalato. Puoi segnalarlo tu dalla scheda, con la funzione di suggerimento di modifica. Se invece sei già nei guai, abbiamo una guida dedicata a cosa fare quando la scheda Google è sospesa o sparita.
4. Servizi e attributi: il listino dentro Google
I servizi sono voci di testo che elenchi dentro il profilo, ognuna con una descrizione facoltativa. Gli attributi sono caselle predefinite che Google propone in base alla categoria: accesso per sedia a rotelle, Wi-Fi gratuito, parcheggio, pagamenti accettati, ingresso animali. Entrambi finiscono nei filtri di Maps.
È la parte più noiosa da compilare ed è anche quella più trascurata dai concorrenti. Un parrucchiere che elenca "colore", "balayage", "taglio uomo", "trattamento cheratina", "extension" sta dando a Google una mappa di quello che fa, voce per voce. Chi lascia il campo vuoto fa sapere soltanto di essere un parrucchiere.
Tre regole pratiche sui servizi:
- Usa il nome con cui il cliente lo chiede, non il nome tecnico interno.
- Scrivi una descrizione di due righe per i servizi che portano più margine.
- Rivedi l'elenco due volte l'anno, quando cambi listino o aggiungi trattamenti.
Sugli attributi, controlla soprattutto quelli di accessibilità e pagamento: sono tra i filtri più usati su Maps e sono veloci da spuntare.
5. Area coperta dal servizio: per chi va dal cliente
Se servi clienti in un'area locale specifica, puoi indicare l'area coperta dal servizio, impostandola per città, codici postali o altri luoghi, così le persone sanno se operi o consegni nella loro zona (Google Support).
Serve a idraulici, elettricisti, imprese edili, fisioterapisti a domicilio, catering, officine mobili. Chi ha un negozio con clienti che entrano dalla porta di solito non ne ha bisogno.
L'errore qui è l'ingordigia geografica. Un elettricista di Monza che imposta "Lombardia" sta dicendo a Google una cosa poco credibile e poco utile. Meglio indicare i comuni dove intervieni davvero e dove riesci ad arrivare in mezz'ora. Se vuoi crescere su un'area nuova, ha più senso lavorarla con pagine dedicate sul sito: ne parliamo nella guida su come essere primi su Google nella tua zona.
6. Foto: le specifiche ufficiali e la questione geolocalizzazione
Le specifiche tecniche di Google sono chiare: formato JPG o PNG, peso tra 10 kB e 5 MB, risoluzione consigliata 720x720 px e minima 250x250 px (Google Support). Fuori da questi parametri la foto può essere rifiutata o mostrata male.
Cosa caricare, in ordine di utilità:
- Esterno con insegna, scattato di giorno, così chi arriva riconosce il posto.
- Interno, almeno tre scatti, per far capire l'ambiente prima di entrare.
- Lavori, piatti, prodotti, risultati: la parte che convince.
- Il team, con volti riconoscibili, soprattutto nei servizi alla persona.
Sulla cosiddetta "foto geolocalizzata" va fatta una precisazione onesta. Google non pubblica una linea guida specifica per le foto geolocalizzate sul Business Profile: la posizione associata a uno scatto è una funzione generale della fotocamera e di Google Foto, che può registrare o stimare il luogo (Google Support per le specifiche foto). Trattala come una buona abitudine, non come un requisito ufficiale. Scattare con il telefono sul posto, con la geolocalizzazione attiva, non costa nulla e non fa danni. Pagare un servizio che "geolocalizza le foto" promettendo posizioni è un'altra storia.
Esiste anche una funzione separata dai post del titolare: quando i clienti visitano il profilo dall'app Google Maps possono pubblicare un aggiornamento con foto, utile per evidenziare cambi di orario, menu stagionali, nuovi prodotti o servizi (Google Support). Vale la pena chiedere ai clienti affezionati di usarla.
7. Post: aggiornamenti, offerte, eventi
I tipi di post disponibili sono tre: Aggiornamento, Offerta ed Evento. In ognuno puoi inserire descrizione, foto, video e un pulsante di azione con link che porta a prenotazione, ordine online o approfondimento (Google Support).
Il post non è un social network. Nessuno ti segue, nessuno aspetta il tuo contenuto. Chi lo vede è una persona che sta già guardando la tua scheda e sta decidendo se chiamarti. Quindi scrivi per quella persona lì.
| Tipo di post | Quando usarlo | Pulsante consigliato |
|---|---|---|
| Aggiornamento | Novità di servizio, chiusure, nuovi arrivi | Scopri di più verso la pagina del sito |
| Offerta | Promozione con data di inizio e fine | Prenota o Ordina online |
| Evento | Open day, serata a tema, corso | Prenota |
Una frequenza realistica per un'attività locale è un post ogni due o tre settimane. Meglio pochi post utili che una raffica di contenuti vuoti pubblicati per "tenere viva la scheda".
8. Link di prenotazione: due strade ufficiali
Le modalità ufficiali per mettere il pulsante di prenotazione sono due: l'integrazione tramite provider supportati da Prenota con Google, tra cui servizi come Setmore, SimplyBook.me e Square Appointments, oppure l'inserimento di un link personalizzato nel campo "Link per appuntamenti" dentro la sezione Info del profilo (Partoo).
La seconda strada è alla portata di chiunque e va benissimo. Se hai una pagina di prenotazione sul sito o un gestionale con link pubblico, incollalo lì e hai finito. Non serve un'integrazione complessa per guadagnare un pulsante in più sulla scheda.
Qui c'è il punto che molti sottovalutano: il pulsante funziona solo se la pagina di destinazione è veloce e chiara da telefono. Se il link porta a un modulo di otto campi che si carica in sei secondi, hai spostato il problema, non risolto. Per i ristoranti abbiamo confrontato le opzioni nella guida ai migliori sistemi di prenotazione per ristorante.
9. Orari ordinari e orari festivi
Gli orari normali li compilano quasi tutti. Gli orari festivi quasi nessuno. È lì che si perdono richieste, perché Google mostra avvisi del tipo "gli orari potrebbero variare" e il cliente, nel dubbio, passa alla scheda successiva.
Gli orari speciali vanno impostati in anticipo per le date che contano: 1 e 6 gennaio, Pasqua e Pasquetta, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1 novembre, 8 dicembre, 25 e 26 dicembre, più il santo patrono della tua città e le chiusure per ferie.
Un metodo che funziona: a inizio anno blocchi mezz'ora, apri il calendario e inserisci tutte le date dell'anno in una volta sola. A dicembre aggiorni per l'anno successivo. Trenta minuti totali, e la scheda resta affidabile dodici mesi.
Chi ha orari che cambiano spesso può usare anche gli orari per singolo reparto o per servizio, quando la categoria lo prevede: per esempio cucina e bar con chiusure diverse.
10. Messaggi e domande dei clienti: terreno in movimento
Questa è la parte dove serve prudenza. Chat e cronologia chiamate sono state rimosse definitivamente dai Business Profile il 31 luglio 2024, con il blocco delle nuove conversazioni dal 15 luglio 2024 (Wiremo, confermato da Google Developers). Poi, da dicembre 2025, Google ha iniziato a introdurre una messaggistica diretta via WhatsApp o SMS (DAC Group, 5 dicembre 2025).
La disponibilità in Italia non è uniforme e il rilascio procede a scaglioni. Il consiglio operativo è uno solo: apri la tua scheda da telefono e guarda se il pulsante c'è. Se c'è, attivalo soltanto se qualcuno risponde entro poche ore. Un canale di contatto lasciato muto fa più danni di un canale assente.
Discorso simile per le Domande e risposte. Dopo la disattivazione della Q&A API di My Business, avvenuta il 3 novembre 2025, non è più possibile leggere o pubblicare domande tramite API, e Google sta sostituendo la funzione con "Ask Maps" (Google for Developers). Lo stato del box pubblico sulle singole schede non è uguale ovunque. Controlla la tua prima di impostare una routine di presidio. Se le domande ci sono ancora, rispondi: le risposte del titolare sono quelle che Google mostra per prime.
Dove mettere le mani per prime
Se hai poco tempo, l'ordine conta. Questa è la priorità che usiamo in bottega quando prendiamo in mano una scheda trascurata.
| Impostazione | Impatto sulle richieste | Tempo richiesto | Ogni quanto rivederla |
|---|---|---|---|
| Categoria principale | Molto alto | 15 minuti | Una volta l'anno |
| Nome conforme alle linee guida | Alto (evita sospensioni) | 5 minuti | Al cambio insegna |
| Categorie secondarie | Alto | 20 minuti | Due volte l'anno |
| Servizi e attributi | Alto | 1 ora | Due volte l'anno |
| Orari festivi | Medio-alto | 30 minuti l'anno | A gennaio e dicembre |
| Link di prenotazione | Medio-alto | 15 minuti | Al cambio gestionale |
| Foto | Medio | 1 ora iniziale | Ogni mese |
| Area servita | Medio (solo servizi a domicilio) | 10 minuti | Una volta l'anno |
| Post | Medio | 15 minuti a post | Ogni 2-3 settimane |
| Messaggi e Q&A | Variabile, da verificare sulla scheda | 10 minuti di controllo | Trimestrale |
Noterai che le voci ad alto impatto si fanno una volta e durano. Le recensioni restano il fattore che muove di più la fiducia, e su quelle abbiamo una guida a parte su come ottenere recensioni Google.
Quanto lavoro serve davvero ogni mese
Dopo la messa a punto iniziale, che richiede tre o quattro ore spalmate su un paio di giorni, il mantenimento sta in trenta o quaranta minuti al mese: rispondere alle recensioni, caricare due o tre foto, pubblicare un post, controllare che nessuno abbia suggerito modifiche sbagliate ai tuoi dati.
Sì, succede: Google accetta suggerimenti di modifica da utenti esterni, e capita di ritrovarsi orari cambiati o categoria modificata senza aver toccato niente. Un controllo mensile basta a intercettarlo.
Se quei quaranta minuti non li trovi mai, è un caso tipico. Noi la gestione continuativa del profilo la facciamo dentro il servizio di SEO e visibilità: presidio della scheda, risposte alle recensioni, post, foto, controllo delle modifiche e allineamento con il sito. Se preferisci farlo da solo, questa guida contiene tutto quello che serve e non ci offendiamo.
Vuoi un parere su com'è messa la tua scheda adesso? Scrivici dal form: la guardiamo e ti diciamo le due o tre cose da sistemare, anche se poi fai da te.
