Cosa fa davvero un consulente SEO

In sostanza: capisce cosa cercano le persone, sistema il tuo sito perché Google lo capisca, crea o riscrive le pagine che rispondono a quelle ricerche e poi misura cosa si muove. Non è magia. È un mestiere fatto di analisi, scrittura e pazienza, spread su mesi.

Nel dettaglio, il lavoro tipico si divide in quattro blocchi.

Analisi. Quali parole digita un cliente quando cerca quello che vendi. Chi si posiziona già su quelle parole. Cosa ti manca rispetto a loro. È la parte che nessuno vede e che determina tutto il resto.

Tecnica. Velocità delle pagine, struttura degli indirizzi, titoli, versione mobile, dati strutturati, errori di indicizzazione. Se Google fatica a leggere il sito, il resto non parte. Se il tuo sito proprio non compare, abbiamo scritto una guida dedicata al perché un sito non compare su Google.

Contenuti. Pagine che rispondono a domande reali. Per un'attività locale significa una pagina per servizio, una per zona servita, testi che dicono chiaramente dove sei e cosa fai.

Local e visibilità sulle AI. Scheda Google curata, recensioni, coerenza dei dati aziendali in giro per la rete. E, da un paio d'anni, anche la comparsa nelle risposte di ChatGPT e negli AI Overviews di Google, che è un lavoro parente della SEO ma con regole proprie.

Un consulente serio ti dice anche cosa non farà. Chi promette la prima posizione in un mese sta vendendo qualcos'altro.

Come abbiamo valutato le opzioni

Criteri dichiarati, così sai da dove arriva la classifica. Abbiamo ragionato dal punto di vista di un'attività locale piccola: bottega, studio professionale, ristorante, salone, con meno di dieci persone e senza un ufficio marketing.

  1. Prezzo pubblico e verificabile. Se il listino non è pubblico, lo diciamo.
  2. Tempo richiesto al titolare. Quante ore al mese devi metterci tu.
  3. Copertura local. Scheda Google, recensioni, mappe: per chi lavora su un territorio pesano più di qualunque altra cosa.
  4. Copertura sulle AI. Comparire nelle risposte generate, non solo nei dieci link blu.
  5. Rischio. Cosa succede se smetti, se il fornitore sparisce, se il sito resta in ostaggio.

Nessuna opzione vince su tutti e cinque. Ognuna ha il suo caso d'uso.

La classifica delle sei strade possibili

1. Fai da te con gli strumenti gratuiti di Google

Per chi è la scelta giusta: attività di quartiere che vivono di clienti entro tre chilometri. Bar, parrucchieri, idraulici, piccoli studi. Se hai due o tre ore al mese e un minimo di dimestichezza col telefono, questa strada è imbattibile sul rapporto costo-risultato.

Prezzo: zero. La Scheda Google dell'attività e la Search Console sono strumenti ufficiali gratuiti.

Cosa fai concretamente: completi la scheda in ogni campo, carichi foto vere ogni mese, rispondi a tutte le recensioni, chiedi recensioni ai clienti contenti. Abbiamo messo tutto il procedimento in questa guida alla scheda Google.

Limite onesto: il fai da te funziona sul local, molto meno sul sito. Se il tuo sito è lento, vecchio o scritto male, nessuna scheda Google lo salva. E se nella tua zona ci sono venti concorrenti che fanno la stessa cosa, il gratis non basta più.

2. Formula mensile gestita (la nostra)

Per chi è la scelta giusta: chi ha capito che il lavoro va fatto ma non ha una sola ora da dedicargli. Chi vuole un interlocutore unico per sito, Google e AI, con un costo fisso e prevedibile.

Prezzo: il nostro servizio SEO e visibilità costa 199 € al mese. Se serve anche il sito, il chiavi in mano è a 990 € una tantum più 400 € l'anno di hosting e manutenzione (prezzo di lancio, listino 1.500 €).

Cosa include: cura continuativa della scheda Google e delle recensioni, pagine nuove e riscritture sul sito, ottimizzazione tecnica, lavoro sulla presenza nelle risposte delle AI, report leggibile senza bisogno di traduttore. Chi vuole il confronto puro sui costi lo trova nella guida su quanto costa farsi trovare su Google.

Limite onesto: siamo tarati sulle attività locali e sui professionisti. Se hai un e-commerce con diecimila prodotti o compete su parole chiave nazionali contro grandi marchi, ti serve una struttura più grande della nostra e te lo diciamo al primo incontro. E se la tua attività è micro e il local gratuito ti basta, non abbiamo motivo di vendertelo.

3. Piattaforme SEO guidate (rankingCoach e simili)

Per chi è la scelta giusta: chi ha budget minimo e vuole essere accompagnato passo passo senza pagare una persona. Secondo Capterra (2026), rankingCoach è pensato per piccole imprese e il 100% dei recensori censiti appartiene a quel segmento.

Prezzo pubblico: tramite Aruba, il SEO Checker costa 39,90 €/anno il primo anno e 79 € al rinnovo; il SEO Tool 159,90 €/anno il primo anno e 199 € al rinnovo, IVA esclusa (Aruba Hosting, 2026). Sono prezzi da rivenditore e possono differire dal listino diretto.

Cosa ottieni: con la versione SEO Checker si ottimizzano fino a 20 parole chiave e si tengono d'occhio 3 concorrenti, con dashboard o report via email (pagina ufficiale Aruba, 2026). La piattaforma inserisce inoltre l'attività fino a 46 directory locali (rankingCoach, 2026).

Limite onesto: la piattaforma ti dice cosa fare, poi lo devi fare tu. Se i compiti restano nella lista, hai pagato un abbonamento per una to-do list. Funziona solo se qualcuno in azienda ci mette le mani davvero.

4. Consulente SEO freelance

Per chi è la scelta giusta: chi ha già un sito decente, un po' di traffico e un problema specifico. Una migrazione andata male, un calo improvviso, una nuova linea di servizi da posizionare. Il freelance bravo vale il suo prezzo perché arriva, capisce e risolve.

Prezzo: 50-200 euro l'ora oppure 500-5.000 euro al mese secondo le stime ProntoPro del 7 maggio 2026. Sul lato più accessibile, Cronoshare riporta tariffe a partire da 30 euro l'ora e pacchetti da 100 euro al mese (2026).

Limite onesto: la variabilità è enorme e la qualità non si legge dal prezzo. Inoltre un freelance è una persona sola: ferie, malattie, clienti più grossi del tuo. Chiedi sempre chi tocca materialmente il sito e in quanto tempo risponde.

5. Agenzia SEO strutturata

Per chi è la scelta giusta: e-commerce, aziende con più sedi, settori dove la concorrenza investe sul serio. Un'agenzia mette in campo più teste: chi scrive, chi fa la tecnica, chi analizza.

Prezzo: in Italia non esiste un listino pubblico affidabile di agenzie strutturate, quindi restiamo sui dati internazionali dichiarati come tali. Backlinko (dicembre 2025) indica un costo medio mensile dei servizi SEO tra 1.000 e 2.500 dollari sul mercato statunitense. Un confronto fra survey pubblicato da ROIcool (13 agosto 2026) riporta una media di 2.917 dollari al mese nel sondaggio Ahrefs 2024 su 439 fornitori, mentre SE Ranking, interrogando 260 agenzie nel 2025, ha trovato che il 64% applica meno di 1.000 dollari al mese. Sono cifre USA e non fotografano il mercato italiano.

Limite onesto: per un negozio di quartiere una struttura del genere è sovradimensionata. Rischi di finire nel fondo della lista clienti, seguito da chi è entrato la settimana scorsa. Se stai valutando tra agenzia, freelance e piattaforma, il confronto esteso è in questa guida.

6. Tool professionale usato in autonomia

Per chi è la scelta giusta: chi ha in azienda una persona che sa scrivere e ha voglia di imparare. Con un buon tool italiano fai ricerca di parole chiave, controlli le posizioni e pianifichi i contenuti da solo.

Prezzo: il piano Essential di SEOZoom costa 69 € + IVA al mese, oppure 56 € + IVA al mese con fatturazione annuale, pari a 680 € l'anno (rilevazione del 20 gennaio 2026). Include 1 sito gestibile, 100 parole chiave monitorate, 100 crediti, 6.000 risultati per ricerca, monitoraggio della visibilità su Google e sulle AI, ricerca keyword e assistente editoriale.

Limite onesto: il tool è un tachimetro, non un autista. Ti dice dove sei, non guida al posto tuo. Senza qualcuno che produca contenuti con costanza, è una spesa fissa senza ritorno.

Tabella comparativa

OpzionePer chiPrezzo pubblicoTempo tuoLimite principale
Fai da te con GoogleAttività di quartiere, budget zeroGratis2-3 ore al meseNon migliora il sito
Officina Web, formula mensileLocali e professionisti senza tempo199 €/meseQuasi nulloNon adatta a grandi e-commerce
rankingCoach (via Aruba)Chi vuole essere guidato spendendo pocoDa 39,90 €/anno primo anno, 79 € al rinnovo, IVA escl.Alto: i compiti li esegui tuServe disciplina costante
Consulente freelanceSiti avviati, problemi specifici50-200 €/ora o 500-5.000 €/mese (ProntoPro, 7/5/2026)MedioQualità molto variabile
Agenzia strutturataE-commerce, mercati competitiviNessun listino italiano pubblico; 1.000-2.500 $/mese negli USA (Backlinko, 12/2025)BassoSovradimensionata per il piccolo
SEOZoom in autonomiaChi ha una risorsa interna69 € + IVA/mese (20/1/2026)Molto altoIl tool non scrive al posto tuo

Quando un consulente SEO serve davvero

Serve quando hai già un flusso da ottimizzare e ogni punto di posizione vale soldi veri. Serve quando il traffico è crollato e non capisci perché. Serve quando entri in un mercato dove i concorrenti investono. In tutti gli altri casi, prima vengono le basi.

Ecco i tre segnali che indicano che il momento è arrivato:

  • Hai già traffico misurabile. Se in Search Console vedi centinaia di impressioni al giorno, c'è materiale su cui lavorare. Se ne vedi dodici, il problema non è la SEO fine, è che il sito non esiste agli occhi di Google.
  • Il tuo settore si cerca online con volumi seri. "Avvocato divorzista Milano" ha un mercato. "Ferramenta via Tal dei Tali" molto meno, e lì vince la scheda Google.
  • Hai un budget che regge almeno sei mesi. La SEO non è un intervento spot. Se puoi permetterti solo due mesi, spendi quei soldi altrimenti.

E quando non serve? Quando hai un'attività locale, nessun sito o un sito fermo da anni, e nessuna recensione recente. In quel caso un consulente costoso ti farebbe un'analisi bellissima su un terreno vuoto. Prima si costruisce la casa, poi si mette il cartello. Il web italiano è pieno di siti fermi dal 2015 con accanto un contratto SEO attivo: è lo spreco più comune che vediamo.

Discorso a parte per la visibilità nelle risposte generate dall'AI, che oggi vale la pena presidiare in parallelo al posizionamento classico: ne parliamo nella guida su come farsi trovare su ChatGPT.

Cinque domande da fare prima di firmare qualsiasi contratto

  1. Cosa fate esattamente nel primo mese? Se la risposta è vaga, la vaghezza continuerà anche dopo.
  2. Il sito e i domini restano intestati a me? Se la risposta tentenna, cambia fornitore. Ci teniamo i clienti perché lavoriamo bene, non perché li chiudiamo in gabbia.
  3. Come misuriamo i risultati? Le posizioni sono un indicatore parziale. Chiamate, richieste e prenotazioni sono quello che conta.
  4. Chi tocca materialmente il lavoro? Nome del team, non nome del commerciale.
  5. Che succede se smetto? Il lavoro fatto resta, i contenuti restano, gli accessi restano. Altrimenti stai affittando qualcosa che credevi di comprare.

Se hai raccolto due o tre preventivi e non capisci perché uno costa il triplo dell'altro, scrivici dal form: li guardiamo insieme e ti diciamo, senza costi, quale strada ha senso per la tua attività. Anche se è una strada che non passa da noi.