Come abbiamo valutato le cinque strade
Cinque criteri, dichiarati prima di partire, tutti pensati per un'attività locale e non per una multinazionale. Niente punteggi da laboratorio: sono le domande che un titolare ci fa davvero quando chiede un preventivo.
- Costo totale a tre anni. Non il prezzo di partenza. Tre anni è l'orizzonte minimo di vita di un sito.
- Proprietà e portabilità. Il sito è tuo? Se cambi fornitore puoi portartelo via, con dominio e contenuti?
- Tempi di partenza. Da quando dici sì a quando il sito è online.
- Assistenza. Chi risponde, in quanto tempo, ed è compresa o si paga a ore?
- Visibilità. Il sito nasce già pensato per farsi trovare su Google e per comparire nelle risposte dell'AI, o è solo una vetrina ferma?
Una precisazione di metodo. Dove il prezzo è pubblico lo citiamo con fonte e data. Dove non lo è, lo diciamo. Il web italiano è pieno di "a partire da" che cambiano forma appena arriva il preventivo.
1. Officina Web: prezzo pubblico e canone chiaro per attività locali
Siamo primi su questi criteri per un motivo solo: prezzo scritto, canone unico, sito che resta tuo. Sito chiavi in mano a 990 € (prezzo di lancio, listino 1.500 €) più 400 € all'anno. Su tre anni sono 1.790 €. Se ti serve anche la spinta su Google e sull'AI, la visibilità è 199 €/mese, separata e disdicibile.
Per chi è la scelta giusta. Artigiano, studio professionale, ristorante, salone, B&B: attività locali che vogliono un sito serio senza aprire un cantiere da migliaia di euro e senza passare le sere a smanettare su un editor. Il canone comprende hosting curato e manutenzione, quindi non ti ritrovi a gestire rinnovi, aggiornamenti e messaggi d'errore. Se hai già un sito e ti serve solo che qualcuno lo tenga in piedi, c'è l'hosting da 290 € il primo anno, poi 400 €.
Il limite onesto. Non siamo la strada giusta per un e-commerce con migliaia di prodotti, integrazioni con gestionali complessi o campagne internazionali multilingua. Lì serve un team strutturato o una piattaforma dedicata, e te lo diciamo prima di firmare. E se il tuo budget oggi è zero, una piattaforma fai da te fatta bene regge, almeno per iniziare.
Se vuoi capire come si compone un preventivo prima di parlare con chiunque, abbiamo messo tutto nero su bianco nella guida su quanto costa un sito web.
2. Freelance specializzato: il rapporto diretto
Un buon freelance è spesso il miglior rapporto qualità-prezzo per un sito vetrina o un piccolo gestionale di prenotazioni. Parli con chi lavora, senza passaggi intermedi. Le rilevazioni di mercato non distinguono il freelance dall'agenzia, quindi il riferimento resta il range 800-6.500 € di Cronoshare (prezzi 2026), con i freelance tipicamente nella parte bassa.
Per chi è la scelta giusta. Chi ha un'idea chiara di cosa vuole e sa descriverla. Chi ha bisogno di una cosa specifica: un restyling, una pagina di prenotazione, un lavoro su misura che una piattaforma non fa. Chi apprezza il rapporto umano diretto e non ha bisogno di continuità 365 giorni all'anno.
I limiti onesti. Sono due e vanno guardati in faccia. Il primo è la continuità: una persona sola va in ferie, si ammala, cambia mestiere. Se il sito è il tuo centralino, è un rischio da valutare. Il secondo è la manutenzione: molti freelance vendono il progetto e poi lavorano a ore, quindi ogni modifica è un preventivo nuovo. Chiedi sempre, per iscritto, chi tiene gli aggiornamenti e a quali condizioni.
3. Agenzia web tradizionale: per progetti complessi
Quando il progetto ha molte parti in movimento, l'agenzia è la strada naturale. Listini pubblici indicativi partono da 800 € per un sito vetrina e arrivano a 15.000 € per un e-commerce (Dopstart, dicembre 2025). Un listino standard di settore non esiste, perché ogni progetto è unico (AMD Web, luglio 2013).
Per chi è la scelta giusta. E-commerce strutturati, cataloghi con migliaia di referenze, integrazioni con ERP o CRM, siti multilingua, aziende con un reparto marketing interno che ha bisogno di un partner tecnico. Se hai bisogno contemporaneamente di grafica, sviluppo, contenuti, campagne e analisi, avere tutto sotto lo stesso tetto ti fa risparmiare coordinamento.
Il limite onesto. Per un'attività con cinque pagine e un form di contatto, l'agenzia strutturata è sovradimensionata: paghi una macchina organizzativa che non ti serve. E attenzione ai costi ricorrenti: il preventivo copre la costruzione, poi manutenzione e assistenza sono voci a parte, spesso a ore o a pacchetti, e in tre anni pesano quanto il progetto iniziale. Chiedi il canone annuale prima del preventivo.
4. Piattaforme fai da te: Wix, Squarespace, WordPress.com, Shopify
Costo di ingresso bassissimo, tutto il resto sulle tue spalle. Wix ha oggi quattro piani Premium, tutti senza logo Wix e con dominio gratuito il primo anno: Light, Core, Business, Business Elite, con il Light rilevato a 14 €/mese al 23 marzo 2026 (Finom). Shopify parte da 5 dollari al mese con Starter (ICT Sviluppo, giugno 2026).
Ecco cosa dicono le fonti pubbliche, con le date, perché su queste piattaforme i prezzi cambiano spesso.
- Wix. Light 14 €/mese, Core 25 €/mese (vendita online fino a 50.000 prodotti), Business 34 €/mese (fino a 10 collaboratori), Business Elite 149 €/mese (fino a 100 collaboratori), rilevazione Finom del 23 marzo 2026. A marzo 2025 Forbes Advisor Italia indicava il Light a 10 €/mese: la differenza si spiega anche col fatto che, come scrive lo stesso centro assistenza Wix, i prezzi dei pacchetti Premium possono variare in base alla posizione geografica.
- Squarespace. Quattro piani da 11 € a 42 € al mese secondo Forbes Advisor Italia (marzo 2025); il Personal a 15 €/mese, oppure 11 € con fatturazione annuale, include banda e spazio illimitati, funzioni SEO e assistenza 24/7. Una rilevazione 2026 di Capterra espone i piani in dollari, da 25 a 72 al mese: segno che i piani sono stati rimodulati, quindi il prezzo in euro va verificato al momento dell'acquisto.
- WordPress.com. Da 5 € a 63 € al mese secondo Hostinger (dicembre 2025), con dominio gratuito per un anno e supporto email illimitato su ogni piano premium.
- Shopify. Per un e-commerce vero si parte dal Basic: 39 dollari al mese, 29 con pagamento annuale (ICT Sviluppo, giugno 2026). Il piano intermedio ora si chiama Grow, sopra ci sono Advanced e Plus, quest'ultimo da 2.300 dollari al mese con impegno triennale (Extera, maggio 2026). Da mettere in conto anche le commissioni: fino a 1,9% + 0,25 € sulle transazioni online, 1,5% in presenza, 2% con gateway di terze parti (Extera, maggio 2026).
Per chi è la scelta giusta. Chi apre adesso, ha budget minimo e tempo proprio da investire. Chi vuole un sito semplice e sa scrivere i propri testi. Chi vende online e vuole partire subito con uno strumento collaudato.
Il limite onesto. Il canone è basso, il tuo tempo no. Tra scelta del template, testi, foto, moduli, cookie banner e ottimizzazione, un sito fai da te decente porta via giorni di lavoro, e quei giorni li togli al mestiere. Poi c'è il tema del vincolo: il sito vive dentro la piattaforma e spostarlo altrove significa in pratica rifarlo. Se stai valutando questa strada per un'attività locale, abbiamo confrontato pro e contro nelle alternative a Wix per attività locali.
5. Formule in abbonamento dei grandi operatori
Un unico canone che mette insieme sito, dominio, assistenza e servizi di visibilità, venduto da una rete commerciale presente su tutto il territorio. Italiaonline propone creazione siti "in autonomia o con i nostri esperti", servizi SEO ed e-commerce, e dichiara di sviluppare piattaforme pronte a intercettare le ricerche basate sull'intelligenza artificiale (pagina ufficiale, novembre 2025).
Per chi è la scelta giusta. Chi vuole un interlocutore unico, una fattura sola e un commerciale che passa in negozio. Chi non ha voglia di coordinare fornitori diversi per sito, scheda Google e pubblicità. Per certe realtà questa comodità vale il prezzo, e non c'è niente di male ad ammetterlo.
I limiti onesti. Il primo è la trasparenza: sul sito ufficiale non abbiamo trovato un listino consultabile, i prezzi passano dal preventivo. Circolano cifre online, ma provengono da concorrenti diretti e non le riportiamo come dato pubblico. Il secondo è contrattuale: prima di firmare, chiedi la durata, le condizioni di rinnovo, chi è intestatario del dominio e cosa resta tuo alla scadenza. Sono tre domande che cambiano la valutazione. Se stai confrontando questa strada, leggi le alternative a Italiaonline.
La tabella: costi su tre anni e cosa resta in mano tua
Confronto su un sito da attività locale, cinque-otto pagine. I costi a tre anni sono calcolati sui prezzi pubblici citati sopra, con le date delle fonti. Per le piattaforme non è incluso il valore del tuo tempo, che è la voce più pesante.
| Strada | Costo indicativo a 3 anni | Tempo tuo | Proprietà e portabilità | Assistenza |
|---|---|---|---|---|
| Officina Web | 1.790 € (990 € al lancio + 400 €/anno dal secondo) | Basso: servono testi e foto | Sito e dominio tuoi, portabili | Compresa nel canone |
| Freelance | Da 800 € su, più modifiche a ore (range Cronoshare 2026) | Medio-basso | In genere tuoi, da mettere per iscritto | Su richiesta, spesso a ore |
| Agenzia | Da 800 € a oltre 6.500 €, più canone (Cronoshare 2026, Dopstart dic. 2025) | Basso | Tuoi, da verificare in contratto | Contratto a parte |
| Piattaforme fai da te | Wix Light 14 €/mese ≈ 504 €; WordPress.com da 5 €/mese ≈ 180 € (Finom mar. 2026, Hostinger dic. 2025) | Alto: fai tutto tu | Contenuti tuoi, il sito vive dentro la piattaforma | Supporto della piattaforma |
| Abbonamento grandi operatori | Prezzo solo su preventivo, listino non pubblicato (Italiaonline, nov. 2025) | Basso | Da verificare nel contratto | Compresa nel canone |
Una nota sulla riga Shopify, che sta a parte: se vendi online, ai 39 dollari al mese del piano Basic vanno sommate le commissioni sulle transazioni, quindi il costo cresce con il fatturato. È corretto così, perché cresce anche l'incasso, ma va messo nei conti dal primo giorno.
La domanda da fare prima di firmare qualsiasi cosa
"Se domani cambio fornitore, cosa mi porto via?" È la domanda che separa un contratto sano da una gabbia. Dominio intestato a te, accessi consegnati, contenuti esportabili. Se la risposta è vaga, chiedi che sia messa nero su bianco prima della firma.
Noi ce la siamo sentita fare decine di volte e la risposta è sempre la stessa: il dominio è tuo, il sito è tuo, gli accessi sono tuoi. Ci teniamo i clienti perché lavoriamo bene, non perché li chiudiamo in gabbia. Tre punti da verificare in qualsiasi preventivo:
- Intestazione del dominio. Deve essere la tua ragione sociale, non quella del fornitore.
- Durata e rinnovo. Quanti mesi, con quanto preavviso si disdice, se c'è rinnovo tacito.
- Cosa succede alla scadenza. Il sito resta online se cambi hosting? I contenuti sono esportabili?
Quanto tempo serve, davvero
Sul fai da te sei online il giorno stesso, con un sito ancora da riempire. Con freelance, agenzia o formula in abbonamento i tempi dipendono quasi sempre da una cosa sola: quando arrivano i tuoi testi e le tue foto. È lì che i progetti si fermano, non nello sviluppo.
Se vuoi accorciare, prepara in anticipo: elenco dei servizi con prezzi o fasce, orari, indirizzo, numero di telefono, dieci foto decenti, due o tre recensioni da mettere in evidenza. Con questo materiale in mano un sito vetrina si costruisce in fretta. Senza, resta in bozza per mesi.
E un ordine di priorità che vale per tutti: prima la scheda Google, poi il sito. Se il tuo profilo su Google Maps è incompleto stai perdendo clienti oggi, mentre discuti di template. Quando il sito è online, il passo dopo è farsi trovare anche dove la gente chiede consigli all'intelligenza artificiale: ne parliamo nella guida su come farsi trovare su ChatGPT.
Come scegliere in cinque minuti
- Budget zero e tanto tempo tuo? Piattaforma fai da te. Parti, vedi se porta telefonate, poi investi.
- Attività locale che vuole un sito curato senza pensieri? Formula con prezzo pubblico e canone unico.
- Serve una cosa su misura e specifica? Freelance bravo, con la manutenzione messa per iscritto.
- E-commerce grosso o integrazioni complesse? Agenzia strutturata, o Shopify con chi sa configurarlo.
- Vuoi un solo fornitore per tutto e un commerciale di zona? Abbonamento di un grande operatore, con le tre domande contrattuali fatte prima.
Se sei ancora indeciso, scrivici dal form dei contatti: guardiamo la tua situazione e ti diciamo quale delle cinque strade ha senso per te. Anche quando la risposta è "per ora fai da te e risparmia".
