I criteri con cui abbiamo valutato
Abbiamo messo cinque filtri, tutti pensati per chi ha un negozio, uno studio o un ristorante e non un reparto marketing. Non valutiamo il premio di design vinto nel 2019. Valutiamo cosa succede al tuo progetto il giorno dopo il lancio e il giorno in cui decidi di cambiare fornitore.
- Proprietà del dominio e del sito. Il dominio deve essere intestato a te o alla tua azienda. Se è intestato all'agenzia, il sito non è tuo: è in affitto.
- Costi ricorrenti chiari. Quanto paghi ogni anno dopo il lancio? Cosa comprende? Esiste un vincolo di durata?
- Tempi dichiarati. Settimane o mesi, con una data. Un fornitore serio ti dice quando vai online e cosa gli serve da te.
- Referenze verificabili. Siti online che puoi aprire e titolari che puoi chiamare, nel tuo settore o in uno simile.
- Chi gestisce la scheda Google. Per un'attività locale la scheda vale quanto il sito, a volte di più. Deve essere a tuo nome, con il fornitore come gestore.
Due note di metodo. Sui prezzi di piattaforme e hosting usiamo listini pubblici con la data della rilevazione. Sui prezzi di agenzie, studi e freelance in Italia non esiste un listino di settore ufficiale: i range che trovi qui sotto sono indicativi, raccolti dai preventivi che circolano tra i titolari con cui parliamo, e vanno letti come ordine di grandezza. Chi ti promette il "prezzo medio di mercato" con un numero secco sta citando un blog che cita un altro blog.
La classifica: sei tipologie di fornitore
1. Studio specializzato in attività locali
Per chi è la scelta giusta: negozio, ristorante, studio professionale, struttura ricettiva con un budget tra i mille e i tremila euro che vuole un solo interlocutore per sito, hosting, Google e visibilità sulle AI.
Qui ci mettiamo noi, e spieghiamo perché i criteri lo giustificano. Uno studio piccolo che lavora solo su attività locali conosce già i problemi del tuo settore: gli orari che cambiano, le recensioni, il menu in PDF che nessuno apre dal telefono, la pagina contatti che non arriva mai in casella. Il progetto non passa di mano tra cinque reparti. Il dominio è intestato a te dal primo giorno.
Il nostro listino è pubblico: sito chiavi in mano 990 € in fase di lancio, listino 1.500, più 400 €/anno di hosting e manutenzione; hosting da solo 290 € il primo anno, poi 400; il servizio di visibilità su Google e sulle AI 199 €/mese. Niente sorprese al rinnovo e nessun vincolo pluriennale: ci teniamo i clienti perché lavoriamo bene, non perché li chiudiamo in gabbia.
Il limite onesto: uno studio piccolo non produce spot televisivi, non gestisce campagne da ventimila euro al mese e non ha un ufficio stampa. Se il tuo progetto richiede quello, serve una struttura più grande. E se hai bisogno solo di un sito a pagina singola con tre informazioni, anche una piattaforma self service può bastare: lo diciamo prima, non dopo.
2. Freelance di fiducia
Per chi è la scelta giusta: chi ha budget contenuto, idee chiare e una persona già conosciuta o consigliata da un collega.
Un buon freelance è spesso il miglior rapporto qualità prezzo del mercato italiano. Parli direttamente con chi scrive il codice, le revisioni sono rapide, i preventivi per un sito vetrina di poche pagine stanno di solito nella fascia tra 800 e 2.500 euro. Molti lavorano con WordPress su hosting economico, quindi il ricorrente annuale resta basso.
Il limite onesto: la continuità. Se il freelance cambia lavoro, si ammala o sparisce, il tuo sito resta dov'è e tu resti senza assistenza. Prima di firmare chiedi tre cose: dominio intestato a te, accessi consegnati per iscritto, cosa succede se un giorno smette. E verifica che la manutenzione sia prevista nel preventivo: molti freelance vendono il progetto e non il dopo.
3. Agenzia specializzata in local SEO
Per chi è la scelta giusta: attività che ha già un sito decente e vuole crescere sulle ricerche di zona, sulle mappe e sulle recensioni.
Queste agenzie lavorano su ciò che accade fuori dal sito: scheda Google, citazioni, recensioni, contenuti locali. Sono brave su un terreno specifico e spesso misurabile. I canoni mensili che girano sul mercato italiano per le piccole attività si collocano di solito tra 300 e 900 euro al mese, con contratti a progetto o a trimestre.
Il limite onesto: molte non realizzano siti. Se il tuo è lento, vecchio o invisibile da telefono, pagherai mesi di ottimizzazione su una base che non regge. E qui scatta il criterio numero cinque: pretendi che la scheda resti di tua proprietà, con l'agenzia aggiunta come gestore. Se ti chiedono di crearla con la loro email, è il momento di fermarsi. Abbiamo spiegato come funziona la titolarità nella guida sulla scheda Google dell'attività.
4. Agenzia full service
Per chi è la scelta giusta: aziende con più sedi, e-commerce strutturati, progetti con campagne pubblicitarie continuative e un budget annuale a cinque cifre.
Hanno team separati per design, sviluppo, contenuti e advertising, project manager dedicati, processi solidi. Su progetti complessi vincono loro: nessuno studio piccolo regge un sito multilingua con integrazione gestionale e campagne su quattro canali. I preventivi per progetti di questo tipo partono tipicamente da cinque o seimila euro e salgono rapidamente, con fee mensili di gestione a parte.
Il limite onesto: per una parrucchieria o uno studio dentistico di quartiere è sovradimensionata. Rischi di diventare il cliente piccolo nella lista, quello che aspetta tre settimane per cambiare un orario. Prima di firmare chiedi chi sarà il tuo referente e quanto costano le modifiche fuori contratto. Se vuoi un confronto più largo tra le formule, l'abbiamo fatto nella guida su agenzia, freelance o piattaforma.
5. Piattaforma self service
Per chi è la scelta giusta: chi parte con budget minimo, ha tempo da dedicarci e vuole il controllo totale su ogni modifica.
I listini sono pubblici e bassi. Secondo una rilevazione di listino pubblicata nel 2026, i piani Wix in Italia partono da 14 €/mese (Light), passano a 25 € (Core, pensato per piccoli negozi e siti aziendali), 34 € (Business) e 149 € (Business Elite), tutti senza logo Wix e con dominio gratuito il primo anno (fonte). GoDaddy Italia dichiara sul proprio sito l'hosting WordPress gestito a 5,49 €/mese con piano annuale e l'eCommerce gestito a 22,99 €/mese (listino ufficiale 2026). Per Squarespace la rilevazione Capterra di metà 2026 riporta il piano Personal a 25 $/mese e il Business a 36 $/mese (fonte); il listino in euro va verificato sul sito ufficiale perché cambia con le promozioni.
Il limite onesto: il costo vero sono le tue serate. Scrivere i testi, tagliare le foto, impostare i titoli giusti per Google, collegare la scheda, tenere il sito aggiornato: è lavoro, e se lo fai male il sito esiste ma non porta nessuno. Il web italiano è pieno di siti fatti in casa nel 2015 e mai più toccati. Se vuoi comunque provarci, valuta le alternative a Wix per le attività locali prima di scegliere.
6. Reseller telefonici e directory
Per chi è la scelta giusta: francamente, quasi nessuno tra chi ci legge. Può avere senso per chi vuole una presenza pubblicitaria su un portale generalista molto noto e non intende occuparsi d'altro.
Il meccanismo è quello del pacchetto venduto al telefono: sito preimpostato, presenza sul portale, qualche servizio di visibilità, contratto spesso pluriennale con rinnovo tacito. Non pubblichiamo cifre perché non esiste un listino pubblico ufficiale verificabile per questi pacchetti nel 2026: se ricevi una proposta, chiedi il contratto scritto con il totale su tutta la durata, non il canone mensile.
Il limite onesto: la presenza vive finché paghi. Se interrompi, non resta niente di tuo. Le tre domande da fare prima di firmare sono sempre le stesse: a chi è intestato il dominio, quanto dura il contratto, a chi resta il sito se vado via.
La tabella: sei fornitori a confronto
| Tipologia | Per chi | Costo iniziale indicativo | Ricorrente | Dominio intestato a te | Chi gestisce la scheda Google |
|---|---|---|---|---|---|
| Studio specializzato locale | Negozi, ristoranti, studi professionali | 990 € lancio (listino 1.500) | 400 €/anno; visibilità 199 €/mese | Sì, dal primo giorno | Tu proprietario, lo studio gestore |
| Freelance | Budget contenuto, idee chiare | 800–2.500 € indicativi | Hosting basso, manutenzione da concordare | Da chiedere per iscritto | Spesso lasciata al cliente |
| Agenzia local SEO | Chi ha già un sito buono | Setup a progetto | 300–900 €/mese indicativi | Non realizza il sito | L'agenzia come gestore, verifica la proprietà |
| Agenzia full service | Più sedi, e-commerce, campagne | Da 5.000 € in su, indicativi | Fee mensile di gestione | Sì nei contratti seri | Team dedicato, costi a parte |
| Piattaforma self service | Fai da te con tempo | 0 € | Wix da 14 €/mese; GoDaddy da 5,49 €/mese | Sì, registri tu | Tu, tutto il lavoro resta a te |
| Reseller telefonico | Chi vuole solo visibilità su portale | Nel pacchetto | Canone a contratto, spesso pluriennale | Spesso no, da verificare | Da chiarire nel contratto |
Prezzi di piattaforme e hosting da listini pubblici 2026. Gli altri importi sono ordini di grandezza indicativi raccolti dai preventivi che circolano tra i titolari, non medie statistiche.
Chi deve tenere in mano la scheda Google
La risposta è una sola: tu. Il profilo è gratuito e si crea o si rivendica in pochi passaggi dalla pagina ufficiale di Google. Il fornitore va aggiunto come gestore, con un ruolo che gli permette di lavorare senza poterti escludere.
La differenza non è formale. Google scrive che il proprietario ha il controllo completo del profilo, può aggiungere e rimuovere utenti, modificare le informazioni e persino eliminare il profilo, mentre i gestori hanno quasi gli stessi permessi tranne proprio la gestione degli utenti e la cancellazione (Guida Google). Tradotto: se la scheda è intestata all'agenzia e il rapporto finisce male, le recensioni accumulate in cinque anni restano agganciate a un profilo che non controlli.
C'è anche un costo di tempo nel rimediare. Quando la proprietà passa di mano, il nuovo proprietario o gestore deve attendere sette giorni prima di poter usare tutte le funzionalità (Guida Google). Una settimana di immobilità mentre devi cambiare orari o rispondere a una recensione pesante non è un dettaglio.
Checklist veloce da fare oggi:
- Accedi al profilo con la tua email personale o aziendale e verifica di risultare proprietario.
- Controlla la lista utenti: se ci sono email che non riconosci, rimuovile.
- Aggiungi il fornitore come gestore, mai come proprietario.
- Tieni una copia degli accessi fuori dal computer dell'agenzia.
Come leggere un preventivo senza farsi male
Due preventivi con lo stesso totale possono valere cose diversissime. Quello che conta è il costo su tre anni e cosa resta tuo alla fine. Un sito da 500 euro con rinnovo a 600 l'anno costa più di uno da 1.500 con rinnovo a 400. Fai la somma prima di firmare.
Le voci da chiedere sempre, per iscritto:
- Intestazione del dominio. Nome e partita IVA sul registrar devono essere i tuoi.
- Totale sui 36 mesi. Setup più tutti i rinnovi, incluse eventuali licenze di temi o plugin.
- Cosa comprende la manutenzione. Aggiornamenti, backup, assistenza, numero di modifiche incluse all'anno.
- Tempi e cosa serve da te. Testi, foto, logo: se non li prepari tu, chi li fa e quanto costa.
- Clausola di uscita. Preavviso, esportazione dei contenuti, consegna degli accessi.
- Due referenze telefoniche. Titolari di attività simili alla tua, da chiamare davvero.
Se vuoi un ordine di grandezza prima di sentire i fornitori, abbiamo raccolto le fasce di prezzo reali nella guida su quanto costa un sito web. Serve a capire se stai confrontando mele con mele.
Un'ultima cosa sul contesto. L'ISTAT ha rilevato che nel 2025 il 79,5% delle PMI italiane ha raggiunto un livello base di digitalizzazione, cioè almeno quattro attività digitali su dodici (Imprese e ICT, dicembre 2025); nel 2024 la stessa soglia era raggiunta dal 70,2% delle imprese tra 10 e 249 addetti, con poco più di un quarto a livelli almeno alti (Imprese e ICT, gennaio 2025). La soglia di ingresso si è alzata in fretta. Esserci non basta più: la differenza la fa chi è messo bene quando qualcuno cerca il tuo servizio nella tua città, su Google e ormai anche dentro gli assistenti AI.
Vuoi un parere prima di scegliere
Mandaci il preventivo che hai in mano o l'indirizzo del tuo sito dal form contatti. Ti diciamo cosa va bene, cosa cambieremmo e se per il tuo caso basta una soluzione più economica della nostra. Capita spesso, e lo scriviamo nero su bianco.
